Fortunato Asprea

Dirigente AISLo
Gli strumenti e le modalità con le quali un’associazione come AISLo contribuisce al dibattito politico per riportare il territorio al centro dell’interesse e delle politiche pubbliche, stanno nella ragione sociale stessa dell’associazione, che organizza incontri e studi.

Di questo vi vogliamo parlare e il progetto che noi abbiamo messo in piedi è sicuramente ambizioso, complesso ed articolato, e si svolge in un periodo di tempo sufficientemente lungo, ma con ritmi assolutamente serrati e gli eventi sono già partiti con l’incontro di oggi. Si svilupperà nei prossimi mesi con una prima scadenza nell’estate di quest’anno e poi, via via, in autunno, nella primavera del prossimo anno per concludersi nell’autunno del 2008.

E’ un progetto che ha lo scopo di condividere e discutere esperienze e proposte che ci conducano a comprendere meglio la realtà delle politiche di sviluppo in Europa.

Il primo di questi appuntamenti è di definire lo stato dell’arte: abbiamo già iniziato a lavorare su una ricerca, che vede fortemente impegnato, oltre alla nostra associazione, il partenariato della Regione Piemonte in modo particolare, attraverso un suo istituto di ricerca che è l’IRES.

E il nostro obiettivo è quello di capire, appunto con questa ricerca sullo stato dell’arte, quali sono le politiche, gli strumenti e gli attori che in Europa hanno messo in campo attività ed iniziative sullo sviluppo locale, quindi uno stato dell’arte per capire, per comprendere e per imparare.

Questo sarà il progetto iniziale che alimenterà lo svolgimento delle altre iniziative, che si articoleranno in sessioni tematiche: a Torino, nell’autunno del 2007 si parlerà dell’industria e dell’economia postindustriale; a Milano, sempre nell’autunno 2007, si parlerà di città ed economia della conoscenza e dell’innovazione; a Padova dei sistemi produttivi locali e dei cambiamenti dell’economia globale; a Genova del mare e della cultura dello scambio nell’economia globale; a Bologna della quadratura del cerchio sui temi della coesione sociale, libertà e diritto e dell’economia; a Bari del Mediterraneo come opportunità per le Regioni del sud; infine a Napoli, nell’autunno del 2008, ci sarà una sintesi finale che trarrà gli insegnamenti da questo lungo lavoro.

Dicevo prima che il progetto sullo stato dell’arte è partito e già da qualche mese siamo in fase operativa: c’è un gruppo di lavoro che ha iniziato a lavorare ed è coordinato dal professor Carlo Salone, al quale chiederei, a questo punto, di illustrare più nel dettaglio le linee essenziali di questo stato dell’arte, per poi proseguire con l’illustrazione delle altre sessioni tematiche.


Fortunato ASPREA
Dopo questa illustrazione, a me tocca concludere e provare a dire come questo percorso potrà realizzarsi.
Come è noto, AISLo è un’associazione sicuramente giovane, anche piccola, ricca di competenze e di conoscenza, ma sicuramente, da un punto di vista organizzativo, difficilmente si può pensare che possa essere in grado di sostenere un percorso di questo genere.

Io credo che vada detto chiaramente fin dall’inizio che AISLo non pensa di poter fare questo percorso da sola, ma ritiene che questa debba essere l’occasione per costruire, in Italia ed in Europa, una rete di partenariato di enti, di associazioni e di persone che siano disposte a lavorare insieme su questi temi.

Allora abbiamo bisogno di essere patrocinati, di essere sostenuti, di essere sponsorizzati, in primo luogo dalle Amministrazioni locali e dagli Enti che sul territorio sono chiamati ad operare immediatamente per la realizzazione delle politiche, come abbiamo bisogno dell’aiuto di imprese private per acquisire il loro contributo nella definizione di queste politiche, ma anche per essere sostenuti in quelli che sono gli aspetti più meramente organizzativi di questa iniziativa.

Il modello che abbiamo messo in piedi prevede che AISLo partecipi all’intero progetto e, sulle singole iniziative, ottenga il contributo di singole Amministrazioni.
Ciò non toglie che AISLo richieda un patrocinio forte da parte anche degli organi di Governo nazionale e in questo senso ci auguriamo che la presenza del sottosegretario Bubbico sia di buon auspicio per la nostra iniziativa.

E’ un progetto sicuramente ambizioso, che vuole contribuire a dare delle risposte, che non sono utili solo ad AISLo.
Il modello che abbiamo messo in piedi lo abbiamo realizzato in Piemonte e il rapporto di partenariato forte che abbiamo conseguito con la Regione Piemonte ci garantisce sul fatto che l’iniziativa avrà successo; stiamo marciando a ritmi ferratissimi, confidiamo che nei tempi e con le modalità che abbiamo stabilito arriveremo al traguardo.
Se ce la faremo, io credo che sarà grazie al patrocinio ed al contributo della Regione Piemonte e di quanti altri in Piemonte vorranno e saranno chiamati a contribuire, in particolar modo altri enti locali territoriali e il sistema pubblico piemontese nel suo complesso.

Faremo la stessa cosa nelle altre città: le altre Regioni, le altre Amministrazioni provinciali e comunali, gli Enti e le Istituzioni presenti nel territorio saranno da noi interpellati per essere coinvolti nell’organizzazione. Non è un problema solo di risorse finanziarie, ma la Regione Piemonte è parte attiva nella direzione scientifica di questo progetto, così come l’intervento dell’IRES Piemonte non è meramente finanziario, ma è un intervento di merito, è un coordinamento scientifico dell’intera operazione.
Quindi non chiediamo solo risorse, ma contributo, apporto, partnariato per definire e realizzare al meglio il nostro progetto.

Partecipare a questo progetto significa partecipare a costruire una rete ed avere in restituzione competenze e conoscenze: questo è ciò che questo progetto noi crediamo produrrà.
L’invito che io vi faccio, a nome dell’associazione, è di non abbandonarci, di aiutarci, di sostenerci; usciti di qui, vi chiediamo non solo di riceverci, ma di interloquire con noi per fare in modo che l’iniziativa che abbiamo oggi presentato possa realizzarsi.

Realizzeremo comitati organizzatori locali, specifici per ciascuno degli eventi, avremo un coordinamento generale, al quale chiediamo l’intervento di ognuno di voi; ciò non toglie che vi chiederemo anche delle risorse finanziarie, perché queste cose non si fanno con poche risorse, ma ne occorrono tante, seppure non in quantità stratosferica. Però AISLo è un’associazione no profit, volontaria, di cittadinanza attiva, per dirla alla Mollica, per cui non ha risorse proprie per poter sostenere un progetto di questo genere.

Quello che AISLo può dare è l’impegno di ciascuno dei suoi soci ad essere presente, a lavorare, a portare le proprie competenze: questo è quello che AISLo può garantire, ma non basta e sono necessarie altre competenze, quelle che stanno nelle Amministrazioni, negli Enti, nelle imprese.
Noi vi chiediamo di partecipare: l’appello che mi sento di fare è quello alla partecipazione al progetto.



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