Valutare per… premiare, punire, governare


Pubblica amministrazione: licenziamo i "fannulloni" e, anche con un concorso, "premiamo i risultati" propone il ministro Brunetta, scatenando una discussione appassionata. Ma questa è solo la punta dell'iceberg della grande questione della misurazione e della valutazione dell'azione pubblica, nei suoi scopi e nelle sue ricadute sulla vita quotidiana di ogni cittadino. Occorre informare e far capire come si spendono i denari pubblici e migliorare i servizi per fare scelte adeguate al futuro. Non solo per premiare e punire, quindi, ma anche per capire e indirizzare.

Se ne discute il 3 e 4 ottobre a Matera, nel seminario "Valutare per governare. La democrazia del dare conto", organizzato dalla Regione Basilicata e da Aislo, Associazione Italiana Incontri e Studi sullo Sviluppo Locale, con la partecipazione di diversi presidenti di Regione (hanno confermato la propria presenza Luigi Gilli, Agazio Loiero, Raffaele Lombardo, Antonio Valiante, Niki Vendola) - che costituiscono infatti, alla luce della riforma costituzionale, il nodo cruciale di raccordo fra politiche e territorio – e di studiosi e rappresentanti delle istituzioni. Le riflessioni di Bresso, Formigoni, Galan, Errani, Iorio, Marrazzo, Loiero, Vendola - nel video realizzato da Maurizio Mannoni - contribuiscono a costruire, nell'intreccio con gli altri apporti, un quadro estremamente ampio e preciso della situazione.

Ma quale è lo stato dell'arte? Un ampio giro di orizzonte è stato realizzato con una ricerca svolta nella primavera/estate di quest'anno intervistando dirigenti e/o componenti i Nuclei Di Valutazione di tutte le Regioni italiane e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

La cultura della valutazione e del merito non sembrano ancora radicate nelle nostre amministrazioni pubbliche, anche se negli ultimi dieci anni, nel nostro Paese, sono stati progressivamente introdotti, negli ordinamenti e nei sistemi organizzativi e gestionali pubblici in particolare, modelli e percorsi più o meno avanzati di misurazione/valutazione delle performances dei dirigenti. Solo sei Regioni/Province non hanno in atto modifiche dei sistemi di valutazione.

Se in genere, le pubbliche amministrazioni hanno investito risorse e tempo per la valutazione del lavoro dei propri dirigenti, altrettanto in genere non vi è ancora alcuna vera ricaduta concreta per i cittadini, e, prima ancora, poca connessione tra quella valutazione e l’attività di governo.



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