I "Focus": temi ed esperienze

  1. IL FUTURO
  2. LE CITTA' DEL MONDO, TEMI E PROGETTI
  3. LE CITTA' ITALIANE, CHE RUOLO POSSONO AVERE
  4. L'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA E DELLA CULTURA: NUOVI TEMI, NUOVE PROSPETTIVE, IMPLICAZIONI

IL FUTURO

  • Lo sviluppo sostenibile è futuro, giovani, energie, città, territori vitali e ben governati.
  • La politica in questo periodo in Italia non offre né stimola riflessioni adeguate sul futuro del paese, sulle radici delle sue difficoltà, su possibili percorsi per creare opportunità, nuove frontiere, valori che le sostengano.
  • Occorre definire modi e strumenti per delineare visioni e scenari di futuri possibili, utilizzando media che rendano le informazioni patrimonio dei cittadini e delle comunità, per un democrazia intensa e consapevole.
  • La crisi globale, dal suo conto, tende ad appiattire la realtà sulle difficoltà del quotidiano e della sopravvivenza. Lo sviluppo sostenibile comporta invece capacità crescenti di governance delle comunità, cultura della competitività, coesione sociale, vera innovazione e integrazione delle politiche.
  • La progressiva urbanizzazione delle reti globali richiede specializzazioni che vanno sostenute da grandi investimenti in conoscenza su larghe fasce di popolazione (Sassen). Le risorse, i redditi, gli investimenti negli ultimi tre decenni sono stati sempre meno destinati alle fasce produttive intermedie della società (Krugman).
  • Le ragioni strutturali della crisi finanziaria globale poggiano, fra l’altro, su una vera sottovalutazione della importanza di sostenere redditi e competenze di grandi fasce di lavoratori della conoscenza nelle fabbriche, nei servizi, nelle professioni (middle class).
  • Tutto ciò richiede una nuova politica della conoscenza e una concezione della formazione continua appropriata alle esigenze di rafforzare le reti lunghe delle specializzazioni richieste dalla globalizzazione.
  • Le reti e i circuiti multipli delle conoscenze costruiscono un ruolo nuovo e strategico delle Città. Esse sono motori di sviluppo proprio nel senso di rendere possibile ed efficiente una economia basata sulle interdipendenze fra nodi e specializzazioni di prodotti, servizi, professioni, competenze.
  • In Italia, sviluppo e futuro significano anche mezzogiorno, a tutto campo: per le risorse esistenti sui territori, per le maggiori difficoltà nel recuperare in crescita e capacità, per le peggiori performances sia in economia sia in governance.
  • Politiche industriali ed economia richiedono lucide analisi a partire dalle situazioni più critiche. Etica e affari si ricompongono in un quadro di comportamenti di legalità e di resistenza al malaffare organizzato. Il mezzogiorno del paese, ancora una volta, è specchio vero della realtà del paese e forse luogo di sperimentazione eccellente.

LE CITTA' DEL MONDO, TEMI E PROGETTI

  • Il futuro del mondo è nelle Città. Il futuro delle Città va progettato e pianificato. Il futuro delle città non è solo quello delle grandi agglomerazioni urbane, ma anche di territori-regioni pieni di Città.
  • Una città grande perché estesa e intensa: aree urbanizzate, aree rurali, aree ad alta intensità di innovazione e di conoscenza, aree culturali con patrimoni e beni pubblici significativi. Città estesa, insomma, possibile e vivibile. Sostenibile e dotata, capace e ad elevata integrazione di risorse, che richiede politiche nuove ed energie vive.
  • Le città come i territori hanno vocazioni e strategie, che poggiano su “visioni di sè”. Città e territori fanno esperienze del nuovo, comparando, confrontando, contaminando…….come tutti gli organismi vivi, insomma.
  • Le Città, grandi e piccole del mondo, sperimentano innovazione e visioni complesse del proprio sviluppo. Occorre conoscere, confrontare, imparare, fare alleanze, parlare con i cittadini. Benchmarking e benchlearning su dati e fenomeni intelligenti e mirati possono costruire una piattaforma virtuosa di innovazione mediante imitazioni e scambi.
  • Il tema delle Città, così importante anche per le politiche europee di sviluppo, va collocato nei contesti specifici di riferimento, differenziando rispetto a dimensione, stato delle economie, specializzazioni, relazioni e interdipendenze con il territorio, sussidiarietà orizzontali e verticali. Non serve fondare network né generici “gemellaggi”, servono esperienze su temi concreti per progetti comuni su visioni condivise.
  • Strategie di sviluppo dei territori vanno create anche con l’intelligenza dell’innovare. Il turismo industriale, le “discovering economies”, le conseguenze positive dell’innalzamento della età media, i distretti culturali, la riscoperta del territorio e dei suoi percorsi ambientali, la conoscenza come innovazioni e tecnologie strutturate nei processi e nei prodotti, ecc.

LE CITTA', CHE RUOLO POSSONO AVERE

  • Le Città italiane, per la gran parte piccole e largamente disseminate sul territorio, non hanno vantaggi competitivi legati alla dimensione e alla agglomerazione di risorse/persone/mezzi.
  • Le Città italiane possono provare a configurare, forse, un modello originale di “Città estesa”. Grandi territori dove rurale e urbano, agricoltura, manifatture e servizi, territorio urbanizzato, destinazioni funzionali e beni pubblici, fruibilità di spazi, beni culturali straordinari, opportunità di letture delle identità e tradizioni antiche possono mescolarsi e rendersi unici e irripetibili.
  • Un modello che eviti le difficoltà degli inurbamenti eccessivi, ma che costruisca dimensione e innovazione su cui fondare sviluppo, attraverso alleanze, accordi, partnership, sussidiarietà orizzontale e verticale.
  • Le grandi Città italiane hanno dimensioni che consentono appena una concentrazione appropriata di risorse per competere e governare verso uno sviluppo davvero sostenibile. Le Città medie, ricche di assets straordinari di cultura e di saperi, hanno chances di connessioni, di specializzazioni, di competitività all’interno di aree vaste e territori.
  • Esiste ancora un gap ampio fra ruolo strategico delle Città e dei territori nella competitività, nella economia e nello sviluppo e la loro capacità, come amministrazioni pubbliche, di fare regia e governance avanzata di tutti gli attori che determinano il futuro. L’arretratezza amministrativa è uno dei maggiori impedimenti dello sviluppo e della sostenibilità.

L'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA E DELLA CULTURA: NUOVE PROSPETTIVE, IMPLICAZIONI

  • Città e territori come luoghi di competitività e di sviluppo richiedono e comportano appropriate forme e strutture della conoscenza
  • Le Università rafforzano il ruolo delle Città ove siano nodi di reti internazionali di specializzazione e insieme aperte alla lettura e alla risposta di bisogni del territorio
  • Nuove professioni e modalità concrete di lavoro strutturano in modo diverso mercato del lavoro, mobilità professionale e abitativa, tempi e luoghi del lavoro, strutture sociali e contrattuali diverse per il lavoro ad alta intensità intellettuale, ecc.
  • L’innovazione di processo, di prodotto, di tecnologie, di mercato, di network inevitabilmente si diffonde e dilaga se il posizionamento strategico delle Città e dei territori realizza capacità di cooperazione e di sussidiarietà orizzontale e verticale dei soggetti dell’economia e dello sviluppo.
  • La cultura e il talento, ove diffusi e risultato di politiche di grande diffusione e educazione, costituiscono il tessuto primario della capacitazione delle comunità al governo del proprio futuro.
  • La cultura, la conoscenza storica e antropologica, le capacità e creazione artistiche costituiscono il tessuto di libertà che sostiene lo sviluppo, la coesione sociale, il ruolo dei giovani, le energie vitali delle persone. L’arte non solo è economia ma fondamento di saperi locali e di conoscenze di contesti culturali unici e irripetibili, che dialogano con il mondo.

Note introduttive di Stefano Mollica, Presidente AISLo

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