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A La Spezia il polo dell'hi-tech marino
di Domenico Ravenna - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Distretti. Joint venture stato-regione.
A quattro anni di distanza dalla nascita del cluster di Genova dedicato ai sistemi intelligenti integrati, taglia il nastro il secondo dei distretti ad alta tecnologia promossi dal Miur in Liguria. Domani mattina, a La Spezia, davanti al notaio, si costituisce il distretto ligure delle tecnologie marine, che potrà muovere i primi passi contando su una dotazione di quasi 50 milioni di risorse statali, in parte (21 milioni), provenienti da fondi statali e, in parte (27 milioni), messi a disposizione da fondi regionali.
Le risorse statali, unite alle quote di cofinanziamento sottoscritte dalle aziende partecipanti ai progetti allo studio del distretto, dovrebbero muovere un investimento complessivo nell'ordine di un centinaio di milioni.
Braccio operativo del nuovo cluster spezzino è una società consortile cui hanno aderito grandi gruppi pubblici come Finmeccanica e Fincantieri, rispettivamente presenti nell'estremo levante ligure (con Oto Melara e i cantieri del Muggiano) e aziende come Intermarine e Termomeccanica, oltre a enti e istituzioni locali come la Cassa di Risparmio spezzina, la Camera di commercio, l'Autorità portuale, l'Università di Genova e la Filse, la finanziaria della regione Liguria per lo sviluppo economico.
Nell'orbita del distretto opererà una sessantina di piccole e medie imprese, riunite nel consorzio Tecnomar, che allinea sotto le sue insegne una dozzina di aziende attive al di fuori della provincia spezzina.
"Completato l'iter amministrativo, ora possiamo sviluppare i progetti e le idee che dovranno dar corpo a questo nuovo distretto", spiega Cristiana Pagni, presidente del consorzio Tecnomar e titolare della Sitep di Santo Stefano Magra, una società impegnata, da oltre vent'anni, nella progettazione e nella realizzazione di sistemi elettronici avanzati che trovano applicazione sia in campo civile che militare.
Accanto ai soggetti industriali e istituzionali, il nuovo distretto ligure potrà poggiare anche sulla partecipazione di enti di ricerca quali l'Enea, il Cnr e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che aderiranno formalmente all'iniziativa non appena avranno portato a compimento l'iter burocratico interno. Il raggio d'azione del cluster spezzino, cui l'asfittica economia locale affida non poche chances di rilancio, spazia nella ricerca industriale e nello sviluppo sperimentale per i settori della cantieristica navale, della nautica da diporto, dei sistemi navali per la difesa, della sicurezza e della tutela dell'ambiente marino.
Per il presidente del comitato promotore del distretto, Lorenzo Forcieri, già sottosegretario alla Difesa nell'ultimo governo Prodi e presidente, di fresca nomina, dell'Autorità portuale della Spezia, il decollo del nuovo cluster potrà avvenire in stretta collaborazione con il distretto genovese dei sistemi intelligenti integrati, completando così il disegno di una rete ligure hi-tech, all'avanguardia nella ricerca e nell'innovazione, in grado di aprire nuovi orizzonti al tessuto produttivo regionale.
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