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Agenzie di sviluppo pronte a raccogliere la sfida oltreconfine

Il Sole 24 Ore

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Negli ultimi anni l'attività delle agenzie regionali di promozione del territorio per attrarre investimenti esteri è stata notevolmente potenziata. Nel corso del 2008, ad esempio, il servizio Invest in Tuscany di Toscana Promozione ha puntato tutto sull'attività di scouting, conclusa a novembre con l'arrivo a Pontedera di una delegazione statunitense composta da tre venture capitalist, due imprenditori e un rappresentante del National Institute of Health: un'importante opportunità di business per 20 imprese toscane del settore biomedicale, con il coinvolgimento del Cnr di Pisa per l'illustrazione di sei brevetti sviluppati nei loro laboratori. Inoltre, in collaborazione con Leonardo Business Consulting, è stato preparato un dossier che raccoglie i progetti d'eccellenza nel campo dell'Ict (oggi online sul sito www.ictmeetingtuscany.com ).

«Abbiamo ricevuto diverse manifestazioni d'interesse – afferma l'assessore regionale alle Attività produttive, Ambrogio Brenna – principalmente nei settori delle Life Science (Scienze della vita), delle energie rinnovabili, dell'Ict e dei servizi per la logistica. I Paesi più interessati nelle Life Science in Toscana sono gli Stati Uniti e il Canada. La Francia, invece, ha mostrato un particolare interesse negli altri comparti, così come gli investitori inglesi».

L'anno scorso una delle operazioni principali portate a termine è stata quella della Lilly Italia – costola della statunitense Eli Lilly - che ha fatto un investimento di 250 milioni di euro per ampliare la propria sede di Sesto Fiorentino e farne un grande stabilimento europeo per la produzione di insulina di nuova generazione.In Emilia-Romagna le migliori performance si concentrano nel manifatturiero e nel commercio all'ingrosso. Anche i servizi sono in crescita, ma i settori trainanti restano la meccanica per l'industria, il packaging e l'automazione, in particolare lungo l'asse della via Emilia.

«Gli investimenti esteri riflettono il nostro sistema economico – afferma Claudia degli Esposti di Ervet, l'agenzia regionale per la valorizzazione del territorio –, caratterizzato da una forte apertura all'internazionalizzazione e dalla capacità di export delle nostre imprese, seconde solo alla Lombardia in questo senso. All'estero ci conoscono già da tempo per i nostri prodotti e per le tecnologie che esportiamo. Per sostenere la ricerca e l'innovazione e mantenere elevato il radicamento territoriale delle piccole e medie imprese, abbiamo sostenuto un importante programma di investimenti, un impegno che solo nel 2008 ha spinto la Regione a mettere in campo oltre 100 milioni di euro, di cui 43 per la ricerca industriale e tecnologica».

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