Menu servizio
Newsletter
Diventa socio
Contatti
Articoli consigliati da AISLo
Menu principale 2
News
Servizi
Eventi
Aree di progetto
Chi siamo
Ambiente e sviluppo, una grande occasione
di Antonio Ranalli, ItaliaOggi
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
LE INTERVISTE PARALLELE/ Maurizio Lupi (Pdl) ed Ermete Realacci (Pd)
Amartya Sen sostiene che oggi è diventato un dovere inderogabile battersi a difesa dell'ambiente. In che modo questa battaglia può andare anche a vantaggio delle attività imprenditoriali?
Maurizio Lupi
. Credo che ormai esistano pochi dubbi sul fatto che ambiente e sviluppo sono due facce della stessa medaglia. L'esperienza ci ha insegnato che, quando in maniera ideologica si mettono in contrapposizione questi due aspetti, i danni sono innumerevoli. Le faccio un esempio. Il nostro paese in questi anni, anche per colpa di un certo ambientalismo che continua a credere che la tutela ambientale passi attraverso una difesa a priori dell'esistente, ha pericolosamente rallentato gli investimenti in infrastrutture. Questo penalizza oltremodo le imprese italiane aumentando i costi di trasporto e rendendo le nostre merci poco competitive. Certo, bisogna guardarsi dagli eccessi opposti, ma io credo che se noi ci muoviamo avendo come obiettivo il bene comune i rischi diminuiscono.
Ermete Realacci
. Non solo è un dovere, ma è una grande occasione. In tanti paesi si accelera in questa direzione. È anche una grande opportunità per il rilancio dell'economia, che investe e scommette sull'innovazione tecnologica e sulla ricerca. Qualche anno fa a chi ci avesse detto che Chrysler aveva bisogno di una partnership con Fiat, perché aveva una tecnologia in grado di fare auto che consumano di meno e più piccole, probabilmente non avremmo dato retta. Questo fa capire quanto sono cambiate le cose e quanto l'elemento ambientale è stato importante.
Oltre a un'esigenza strettamente ecologica ce n'è un'altra che riguarda lo sviluppo. La green economy viene vista come occasione di progresso non solo per i paesi più industrializzati, ma anche per quelli più poveri. Come applicarla?
Lupi
. La crisi che stiamo attraversando ci ha mostrato che i paesi con maggiori problemi ambientali sono anche quelli con il più basso grado di progresso. È inevitabile. Io credo che su questo punto occorra un impegno globale. Servono regole comuni che non soffochino i singoli stati, ma circoscrivano un recinto entro il quale ognuno possa muoversi valorizzando le potenzialità del proprio territorio. Mi sembra che in questi anni ci si sia concentrati più sull'aspetto quantitativo che su quello qualitativo. Dobbiamo invertire l'equazione e rimettere al centro della nostra azione la persona con i propri bisogni.
Realacci
. Non riguarda solo la questione delle politiche ambientali in senso stretto, ma una riqualificazione complessiva della nostra economia, della conoscenza, della ricerca e della qualità. Obama ha parlato di poter produrre negli Usa cinque milioni di posti di lavoro attraverso un investimento di 150 miliardi di dollari nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili. Noi riteniamo che in Italia, fra nuovi posti e quelli da riqualificare, si possa arrivare a un milione di nuovi occupati. Sono numeri interessanti e sono frontiere competitive dell'economia.
Si sente dire spesso che il capitalismo potrà rilanciarsi solo se si darà delle regole di comportamento precise e inderogabili. Quali sono le regole di cui i mercati dovranno dotarsi per ritrovare credibilità?
Lupi
. Sintetizzo tutto in un termine che ultimamente è tornato di moda: economia sociale di mercato. Un modello in cui economia, etica e diritto non siano più visti come aspetti in contraddizione tra loro. Abbiamo bisogno di regole giuridiche in grado di presidiare gli interessi generali. Compito dello stato è costruire un quadro istituzionale e giuridico adeguato entro cui circoscrivere il mercato. La crisi che stiamo attraversando è, anzitutto, una crisi di fiducia. I cittadini hanno paura di rischiare. Il nostro compito è quello di ridare trasparenza ai processi e rimettere in moto un meccanismo virtuoso che ruoti attorno al principio di sussidiarietà. Un mercato eticamente sostenibile è quello capace di valorizzare ciò che c'è, di investire sulla creatività delle persone avendo come metro di giudizio il merito. Allo stato il compito di controllare ed evitare pericolose derive.
Realacci
. Si tratta discutere regole esatte. Greenspan sosteneva che l'iperfinanziarizzazione sarebbe stata una manna per l'economia. Sappiamo invece che non è così. Quelli che potevano essere considerati degli elementi di arretratezza dell'economia italiana sono invece un elemento di forza. Era di moda sostenere che l'Italia era appesantita dal grande numero di pmi e aveva una sottofinanziarizzazione dell'economia. In realtà questa presenza di economia legata al territorio è una grande risorsa. Nel gennaio 2007 il responsabile economico di Goldman Sachs disse che l'Italia era finita e che le rimanevano solo calcio e cibo. Tutti i giornali italiani gli diedero ragione. Peccato che dopo un po' di tempo Goldman Sachs, Merrill Lynch e altri hanno cambiato mestiere.
Basteranno le regole per superare una situazione estremamente critica?
Lupi
. Io credo di sì. Il nostro paese, come altri, ha in sé le forze per uscire dalla crisi. La sbornia dell'economia finanziaria panacea di tutti i mali sta passando. Abbiamo capito che dobbiamo tornare a investire sul lavoro. Ma servono regole chiare e trasparenti.
Realacci
. È necessario un cambiamento di ottica. Si è visto che, passando dalla quantità dalla qualità, e abbandonando la droga rappresentata dalla svalutazione (pre euro), l'Italia era in grado di competere e di produrre all'ombra dei campanili cose che piacciono al mondo. L'economia è forte se produce benessere per le comunità.
Sen ha spiegato che il mancato equilibrio tra mercati, diritti di proprietà e ricerca del profitto da una parte e istituzioni non di mercato, servizi pubblici, impegno sociale per ridurre la povertà dall'altra, è da mettere in relazione con la crisi. È d'accordo?
Lupi
. Il mancato equilibrio è, secondo me, causa della crisi. Ci siamo illusi di poter costruire una società in cui al centro ci fosse l'uomo economico definito in tutto e per tutto dalla sua capacità di fare profitto. Tutto il resto è diventato progressivamente accessorio. Ma la persona è desiderio di libertà, giustizia, bellezza. Prescindere da questo significa costruire una società che, prima o poi, è destinata a esplodere sotto il peso delle proprie contraddizioni. È quello che è successo.
Realacci
. Assolutamente si. L'insegnamento di Sen nel corso di questi anni è stato quello più autorevole nel provare a leggere il mondo e a indicare la strada per il futuro.
Sen dice quanto è difficile capire i modelli economici senza tenere conto delle loro radici
.
Principi sui valori etici della società in Sen si trasformano in parametri economici. Come valuta questa tesi?
Lupi
. La condivido. Il principio di sussidiarietà è proprio questo: la possibilità data ai singoli di organizzarsi per dare risposte ai bisogni di tutti. Si tratta di un modello sociale ma, soprattutto, di un modello economico. Lo stesso che ha permesso all'Italia, paese che notoriamente non possiede risorse naturali, di diventare una delle potenze più industrializzate del mondo.
Realacci
. Sono oggi la coesione sociale che in Italia è alla base per l'innovazione di qualità. Rappresentano uno straordinario fattore competitivo. Noi produciamo i prodotti migliori perché abbiamo comunità che tengono. Anni fa qualcuno ritenne che la competitività italiana potesse passare per l'abrogazione dell'articolo 18. Non è che possiamo competere indebolendo i diritti. Dalla crisi possiamo uscire più forti se capiamo che la sfida comune è la chiave della competitività.
Stampa
Rassegna stampa
novembre
ottobre
settembre
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio
2011
2010
2009
2008
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637