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Bolzano la più cara, a Napoli mini-prezzi
di Antonella Baccaro - Il Corriere della Sera
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
L'Ocse: salari in Italia più bassi della media UE
Vivere nelle città del Nord costa più che in quelle del Centro e soprattutto del Sud. Agli antipodi si ritrovano Bolzano, Bologna e Milano, le più care, e Napoli, Campobasso e Potenza, le più convenienti. L'Istat ha messo nero su bianco i differenziali nei livelli dei prezzi al consumo di 20 città italiane nel 2009, rivelando una situazione già ampiamente percepita e che ha dato luogo a dibattiti sull'opportunità di introdurre contratti territoriali che tengano conto di questo fattore.
E sul livello dei salari italiani è intervenuto ieri il Rapporto dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sull'occupazione, secondo cui valori del nostro Paese, inferiori alla media, sono stati in calo nel 2007-2008. In Italia il livello medio del salario è di 39.789 dollari l'anno contro la media di 47.015 dollari, e i valori di Germania, 47.054 dollari, e Francia, 49.631.
Tornando al costo della vita, lo studio Istat fa emergere città che evidenziano livelli di prezzi superiori alla media nazionale in tutti i raggruppamenti di spesa: Bolzano, Milano e Genova. E capoluoghi che registrano livelli dei prezzi sistematicamente inferiori: Palermo, Potenza e Campobasso. Tutte le città che fanno parte del gruppo di quelle sistematicamente più care sono situate nell'Italia settentrionale; tutte quelle del gruppo delle città persistentemente meno care nell'Italia meridionale.
I raggruppamenti di spesa che registrano le maggiori differenze nei livelli dei prezzi al consumo tra le città sono quelli relativi a Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili e Servizi sanitari e spese per la Salute. Sul lato opposto, l'aggregato con la maggiore omogeneità è quello dei Trasporti e comunicazioni, seguito da Abbigliamento e calzature. Per quanto riguarda gli affitti, Bolzano, Roma e Firenze presentano i più elevati livelli dei prezzi. Nelle spese per la Salute, le più care risultano Aosta e Milano.
Va tenuto conto che tra il 2000 e il 2009 le città nelle quali i prezzi sono aumentati maggiormente sono state Napoli, Torino e Bolzano. Quelle con aumenti più moderati, Firenze, Aosta e Milano.
Intanto la disoccupazione in Italia, secondo l'Ocse, si attesta al 7,8% nel 2009, in rialzo rispetto al 6,7% del 2008 ma sotto la media dei Paesi Ocse, che è all'8,3%. Un tasso, secondo l'Ocse, «inaspettatamente basso» rispetto a Spagna e Irlanda. «Il Rapporto Ocse riconosce la funzione positiva svolta da strumenti come la cassa integrazione e i contratti di solidarietà al fine di contenere l'incremento della disoccupazione e conservare, con la base occupazionale, la base produttiva del Paese» commenta il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Secondo l'Ocse, la crisi è costata quasi mezzo milione di posti di lavoro all'Italia e ha ulteriormente ridotto il tasso di occupazione, sceso dal 58,7% nel 2007 al 57,3%. Senza il ricorso alla cassa integrazione, aumentata di oltre il 600% dall'inizio della crisi, la disoccupazione sarebbe stata quasi 4 punti percentuali più alta.
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