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Bracco: fare rete con le eccellenze

di Brunella Giuliano - Il Sole 24 Ore

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Adottare sistemi a "rete" per evitare che alcune imprese, aree e comunità sociali restino tagliati fuori dai processi innovativi e dai grandi flussi della conoscenza. È questo il quadro in cui si inserisce il progetto di Confindustria "Sud-Nord", finalizzato ad attivare energie e competenze intorno a piani di sviluppo che uniscano le due grandi aree del Paese. A parlare dell'iniziativa, che si concretizzerà nel mese di febbraio, è stata Diana Bracco, vice-presidente di Confindustria con delega per il progetto speciale " Ricerca e Innovazione- Expo 2015" e presidente di Expo 2015 Spa, intervenuto ieri a Napoli per l'inaugurazione de "Il sabato delle idee", manifestazione organizzata dalla Fondazione Sdn per la ricerca e l'alta formazione in diagnostica nucleare, dall'Università degli studi Suor Orsola Benincasa e dal Pan-Palazzo delle arti.

«Ricerca e innovazione - ha spiegato Diana Bracco- sono le leve più adeguate per coinvolgere insieme nello sviluppo il Sud e il Nord del Paese. Abbiamo avviato una mappatura accurata del territorio per individuare quali siano le eccellenze da coinvolgere in questa importante iniziativa. Vogliamo mettere in campo un'azione che coinvolga tutte le associazioni del sistema Confindustria per dimostrare che, operando assieme e partendo dai contenuti dei progetti e dalle forze capaci di realizzarli, si possono cogliere le opportunità per costruire un futuro di crescita».

In particolare "Sud-Nord" vuole intrecciare le competenze in ricerca e innovazione, presenti nelle diverse aree del Paese con specificità territoriali, per costruirvi intorno un progetto che valorizzi le risorse esistenti e ne attragga di nuove, per far lavorare insieme imprese grandi e piccole e centri di ricerca pubblici e privati.Ma la Bracco indica anche una seconda occasione per mettere assieme le competenze nazionali e attrarre investimenti.

«È l'Expo 2015 - ha detto - un traguardo per raggiungere il quale mi sono impegnata in prima persona per evitare che i tempi e i contrasti della politica portino il Paese a sprecare una straordinaria opportunità. Esso rappresenta un'occasione di visibilità per i prodotti del made in Italy e per le imprese italiane tutte. Una spinta propulsiva per il turismo, il commercio e i servizi e che creerà nessi ideali e reali per i tanti poli dell'arte, della cultura e del sapere presenti sul territorio. In questo progetto ci aspettiamo che Napoli giochi un ruolo importante, mettendo in campo quel patrimonio di storia, civiltà, di scienza e di imprenditorialità che le è proprio». Un patrimonio grazie al quale è stata scelta per accogliere, nel 2013, il Forum universale delle culture.



 

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