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Calvello: petrolio, sviluppo locale e dinamismo progettuale

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Mentre le multinazionali del petrolio inoltrano in modo reiterato le richieste di rilascio di permessi di ricerca di idrocarburi, (una di queste ultime riguarda zone comprese nei comuni di Anzi, Calvello, Abriola, Trivigno, Brindisi di Montagna e Potenza), a valle dei dieci anni trascorsi dalla stipula degli accordi fra Eni e Regione Basilicata, va preso atto che sui territori già interessati dalle estrazioni, si registrano ritardi sull'innesco di reali processi di crescita probabilmente anche a causa di un deficit di strategie significative di sviluppo locale, da addebitarsi alle amministrazioni comunali. E a quanto afferma in una nota Rocco De Grazia, componente del Coordinamento comunale del Pd di Calvello. In molti casi si “ aggiunge - la concentrazione dei fondi delle royalties esclusivamente verso i servizi socio-assistenziali e verso la solita riqualificazione degli spazi urbani, denota la mancata individuazione delle priorità , più che essere indizio di dinamismo progettuale in periferia.

Per invertire la tendenza alla involuzione sociale ed economica di queste aree interne, occorre che qui le istituzioni locali siano in grado di esprimere progetti strutturali che possano sostenere un modello di sviluppo locale, offrendo l'indicazione di un indirizzo strategico o la proposta di un documento programmatico da mettere in campo, in cui si evidenzino le priorità e gli interventi strutturali che si intenda realizzare a fronte degli investimenti. Soprattutto ora che il Governo Berlusconi - prosegue De Grazia - mette il bavaglio ai territori, espropriandoli della possibilità di trattare sulle concessioni con le compagnie petrolifere, e proprio sulla questione energetica che le classi dirigenti di stanza sui territori, dovrebbero prendere coscienza del loro protagonismo, coinvolgendo i cittadini attraverso confronti aperti.

Questi territori, per uscire dalla marginalità e posizionarsi in una situazione di vantaggio, dovrebbero porre la questione energetica come tema centrale in ogni dibattito sullo sviluppo, e, secondo una logica di integrazione tra i comuni delle valli (Agri-Sauro-Camastra), dovrebbero fare rete, attivando in un contesto di area vasta, in modo concertato, procedure che mirino a valorizzare sempre di più la connotazione energetica dell'area del bacino petrolifero, sia per avvalorare la strategicità della istituzione in queste valli di un Parco scientifico e tecnologico delle energie, sia per affermare in tale ambito con metodi sinergici, un percorso comune di programmazione comprensoriale, al fine di concentrare e non disperdere la spesa delle royalties del petrolio.

Quando si richiama la necessità di una legge regionale conclude - che regoli il conferimento di permessi per la ricerca e le estrazioni di idrocarburi, e quando si ipotizza di rinegoziare gli accordi con Eni, anche in conseguenza dell'aumentata stima dei giacimenti, contestualmente le ambizioni e la intraprendenza progettuale delle amministrazioni locali dei comuni interessati andrebbero rimodulate ed incrementate, in funzione di approcci più incisivi e più esigenti, magari concertati, affinchè possano generare ricadute più consistenti, realmente vantaggiose ed efficaci per la crescita sociale ed economica delle comunità di riferimento.
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