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Cambia la governance per rilanciare i distretti

di Franco Vergnano - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Made in Italy. Aggregati in quattro filiere i 45 sistemi produttivi territoriali

Prende corpo la governance "snella" dei "cluster" industriali del made in Italy per affrontare l'uscita dalla crisi (si veda Il Sole 24 Ore del 15 febbraio). Ieri, infatti, a Mestre l'assemblea della Federazione dei distretti italiani (alla quale partecipano anche, oltre alle principali aree sistema interessate, Unioncamere e la stessa Confindustria) ha rinnovato il consiglio d'amministrazione ed eletto un vicepresidente. Nel Cda ci sono adesso otto rappresentanti dei quattro cluster-filiera in cui sono stati raggruppati i 45 poli territoriali di tutta Italia, dal Nord Est alla Sicilia.

Questa organizzazione va nella direzione, più volte auspicata, di rendere "leggera" la rappresentanza degli interessi produttivi. Insomma, si tratta di dare ai "cluster" del made in Italy maggior "lightness", per dirla con le lezioni americane di Calvino. Inoltre è anche un riposizionamento in vista della complessa normativa della tassazione di distretto prevista dal decreto del 6 febbraio e un modo per ragionare in maniera meno locali-stica, con un respiro più ampio acquisendo una maggior progettualità a livello nazionale, fanno intendere i promotori dell'iniziativa.

Come noto il Governo sta mettendo a punto il decreto attuativo per tassare i distretti con la criptica formula del «consolidato fiscale». Un'operazione articolata che ha sollevato dubbi sulla reale applicabilità. Tra i problemi da superare ci sarebbe quella della cosiddetta «entità giuridica dei distretti». Queste le persone del nuovo corso. Ad affiancare il riconfermato presidente, Valter Taranzano, nel ruolo di vicepresidente è stato chiamato il trevigiano Adriano Sartor, mentre i nuovi consiglieri, in rappresentanza dei cluster, sono: Italo Martinelli (Verona moda) e Gerry Giannini (calzature di Fermo) per l'abbigliamento-moda; Andrea Tovo (meccatronica di Vicenza) e Guglielmo Drago (meccanica siciliana) per l'automazione- meccanica; Ermes Moras (mobile di Pordenone) e Alfonso Panzani ( ceramica di Sassuolo) per l'arredo-casa; Michele Bauli (alimentare del Veneto) e Lorenzo Guarnaccia (agroalimentare di Nocera InferioreGragnano) per l'alimentareagroindustriale- ittico.

«Questa piccola rivoluzione – spiega Taranzano – ci porta ad avere una governance con persone che opereranno con una mentalità intradistrettuale ed intraregionale proiettata verso la crescita della federazione. Finora il principale punto di forza dei "cluster" è stata la collaborazione tra imprese. Oggi non basta più. Il futuro passerà inevitabilmente attraverso la collaborazione e l'integrazione fra i distretti e le Regioni. Siamo pronti ad affrontare questa sfida». Ma perché questa nuova "mappatura" attorno alle "quattro A"? Oltre ai motivi già accennati c'è pure la volontà di pesare di più a livello globale (nell'internazionalizzazione) e politico.
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