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Come arginare la fuga dei cervelli

di Mario Raffa - La Repubblica
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Repubblica ha dedicato in questi giorni un ampio spazio all'ultima indagine condotta da Bankitalia sulla “mobilità del lavoro in Italia”, da cui emerge come negli ultimi anni l'area di Napoli, alla stregua di altre aree del Meriodione, abbia visto una vero e proprio esodo dei propri laureati verso il nord e al di fuori dei confini nazionali.

Arginare “la fuga dei cervelli” onde evitare un progressivo impoverimento umano e sociale del Sud Italia deve essere, oggi più che mai, un obiettivo prioritario di tutti gli attori dello Sviluppo: dal Governo alle Istituzioni Locali, dalle associazioni di categoria del commercio, dell'industria e dell'artigianato agli Istituti di Credito, dalle Università ai Centri di Competenza e per il Trasferimento Tecnologico.

A mio avviso, uno dei modi in cui è possibile cercare di trattenere i migliori giovani formati dalle nostre Università è quello di agevolare il loro inserimento nel mondo del lavoro costruendo un raccordo ampio e costante tra i giovani laureandi e laureati e gli enti (pubblici e privati) che intendono investire sulle persone con alta formazione.

A tal proposito vorrei in questa sede portare all'attenzione dei lettori un'esperienza che nell'ultimo anno ha permesso al Comune di Napoli di far giungere un gruppo di giovani ad un discreto risultato.

Il Comune di Napoli ha aderito al Progetto Fixo (Formazione e Innovazione per l’Occupazione), che promosso e sostenuto dal ministero del Lavoro, ha coinvolto le principali Università Italiane, imprese private ed enti pubblici, sviluppando e promuovendo attraverso formazione “sul campo” la collocazione sul mercato del lavoro dei giovani laureati.

Nel 2009 sessantacinque giovani, selezionati dalle università con criteri oggettivi e trasparenti, hanno svolto un tirocinio formativo della durata di sei mesi negli uffici, nei servizi e nelle municipalità del Comune di Napoli ed alla fine di questo percorso il bilancio delle loro competenze è stato presentato ad oltre 20 aziende private che hanno preso parte al Primo Career Day organizzato dal Comune di Napoli che si è tenuto presso la Camera di Commercio di Napoli. Il risultato? Ventotto di questi giovani sono stati assunti e oggi lavorano regolarmente e con buon rendimento. Ventotto su sessantacinque, il 43%, un risultato significativo per un Career Day che generalmente porta all'assunzione del 10% dei giovani che vi partecipano.

La spiegazione che ci siamo dati raccogliendo le testimonianze dei ragazzi e delle aziende è semplice: i giovani neolaureati che hanno fatto esperienza presso la nostra amministrazione, già dotati di buone competenze di base hanno maturato la capacità di fare da “mediatori culturali” tra il mondo delle imprese e quello delle istituzioni locali. Sono cioè entrati nelle aziende a colmare un vuoto presente in molte di esse, la mancanza di una figura capace di leggere il funzionamento delle amministrazioni locali e che possa fare in modo che la propria impresa si interfacci con loro.

Naturalmente è vero anche il contrario. Il personale degli Enti Pubblici sta progressivamente invecchiando e dunque ammodernare la macchina amministrativa grazie all’inserimento di nuove e meritevoli leve provenienti direttamente dal mondo universitario è una necessità per non rimanere indietro rispetto al mondo imprenditoriale.

La positiva esperienza di FixO che si è conclusa a giugno del 2009 ha indotto il Comune di Napoli ad attivare in questi giorni, autonomamente, con propri fondi, altri 25 tirocini.

L'obiettivo è di dare ogni anno questa importante occasione ai cento migliori laureati delle nostre Università.
Certo è una goccia nel mare, ma è un esempio concreto di formazione “sul campo” orientata all'occupazione; occupazione vera e non assistenzialismo, perché basata sulle effettive esigenze delle imprese e degli Enti Pubblici.
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