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Con il Festival dell'Economia Trento raddoppia gli incassi

Serena Uccello - Il Sole 24 Ore
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Funzionano perché portano la cultura a un pubblico vasto. Funzionano perché riescono a valorizzare la provincia italiana. Ma funzionano anche perché riescono ad avere importanti ricadute di tipo economico e a creare sviluppo. La formula dei Festival si conferma vincente per le manifestazioni culturali. O almeno lo è nel caso del Festival dell'Economia di Trento che alla vigilia della quarta edizione, in programma dal 29 maggio al primo giugno, presenta le cifre sulle ricadute economiche della precedente manifestazione.

La ricerca, realizzata da Mariangela Franch, professore ordinario di marketing presso la Facoltà di Economia dell'Università di Trento e che prende in considerazione oltre al Festival dell'Economia anche il FilmFestival della Montagna, dimostra come a fronte di un investimento da parte dall'amministrazione locale di circa un milione di euro, solo per la rassegna sui temi economici, il ritorno per la città è stato di circa 2,3 milioni. Gli incassi hanno cioè doppiato la spesa.

L'analisi è stata fatta stimando i consumi di un campione di 700 visitatori e ha permesso di tracciare un profilo dei frequentatori del Festival: uomini per il 58%, con meno di 34 anni in 38 casi su dieci, provenienti per lo più dal Nord Italia (59 per cento). Questi risultati sono stati spiegati dall'assessore alla Cultura del Comune di Trento Lucia Maestri presentando il piano strategico culturale dell'amministrazione che sembra confermare l'aspirazione di Trento, in una regione finora focalizzata sul turismo di montagna, a proporsi invece come città leader nel turismo culturale.

I numeri però evidenziano anche, più in generale, la crescita di appeal di questi eventi, la loro capacità di far ruotare i fatturati della cosiddetta industria culturale, oltre che l'attrattività rispetto agli sponsor. Organizzato dal Gruppo 24 Ore e da Editori Laterza e promosso da Provincia, Comune e Università di Trento, il Festival quest'anno vedrà rafforzata la sua vocazione internazionale. "Il 60% dei relatori – spiega Giuseppe Laterza – è straniera. Ci saranno poi moltissimi giovani e soprattutto molti ricercatori". Due elementi che costituiscono, secondo il presidente della casa editrice barese, il valore di questa manifestazione: "Perché qui gli studiosi vengono per condividere le loro ricerche, con gli altri ricercatori e con il pubblico" e perché qui la cultura si fa "attraverso la dimensione della comunità".

Un vero valore aggiunto dato che i contenuti trasmessi non si esauriscono con i singoli incontri ma diventano oggetto di dibattito, dopo, fuori dalle sale del Festival. "Una modalità di fruizione – aggiunge Laterza che rende questo evento unico nel panorama internazionale come ci hanno confermato i nostri ospiti a partire da Ralf Dahrendorf". Quest'anno sidiscuterà di "Identità e competizione globale" e in gran parte resta confermata la struttura dell'edizione precedente per quanto non mancheranno le novità. "Ci sarannno almeno due premi Nobel", preannuncia Laterza che ricorda come l'anno scorso fu ospite del Festival Paul Krugman che poco dopo avrebbe ricevuto dall'Accademia reale svedese delle Scienze il massimo riconoscimento per l'economia.

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