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Corsa ai poli d'innovazione

di Marco Ferrando - Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Più eterei e al tempo stesso più flessibili degli ormai obsoleti distretti, i poli di innovazione piemontesi cominciano a riscuotere l'interesse di imprese, enti di ricerca, parchi scientifici. In 594 (di cui 509 aziende, piccole, medie e grandi) hanno accettato la sfida di entrare nelle nascenti reti tecnologiche e hanno risposto al primo bando regionale, che mette in palio 6 milioni da assegnare ai futuri soggetti gestori; in pratica, la prima tranche di un'operazione che in totale vale 60 milioni e che dal 2009 darà alla luce ulteriori (e più sostanziose) misure destinate a finanziare servizi e infrastrutture per attività di ricerca e di trasferimento tecnologico.

Il primo bando si è chiuso il 3 novembre. Da allora i dossier di candidatura sono al vaglio del nucleo di valutazione composto da Regione e Finpiemonte Spa. I risultati di fatto verranno resi noti solo a gennaio, ma – trattandosi per di più di un bando a regia regionale – è quasi certo che i dodici soggetti capofila candidati a gestirei dodici poli saranno anche i vincitori, fatti salvi alcuni ritocchi ai dossier ritenuti più deboli: come evidenzia la tabella a fianco, tra gli enti capofila figurano i parchi tecnologici regionali, alcune società di servizi collegati alla rete confindustriale (è il caso della torinese Centro servizi industrie, o della vercellese Gesin), Torino wireless, consorzi come Proplast ad Alessandria e Friendchem a Novara. Complessivamente, i costi stimati per il funzionamento dei gestori ammontano a 19,5 milioni, mentre i contributi richiesti sfiorano i 9 milioni; dei 594 soggetti aggregati, 509 sono imprese (330 piccole, 107 medie, 72 grandi).

«Pur avendo carattere sperimentale – commenta soddisfatto l'assessore regionale a Industriae ricerca, Andrea Bairati –, la misura ha destato l'interesse delle imprese: vuol dire che il nostro sistema, nonostante le difficoltà del momento, continua a essere sensibile al tema dell'innovazione». «Nelle prossime settimane –anticipa ancora Bairati – avvieremo la fase negoziale sui programmi pre-sentati, quindi procederemo con i nuovi bandi per i servizi comuni e l'assegnazione delle risorse per i progetti di ricerca e trasferimento tecnologico. Visto che la misura è stata recepita, non escludiamo di estenderla anche al commercio, che potrebbe godere di un proprio polo». A esprimere una valutazione positiva sul primo bando è anche il presidente di Finpiemonte Spa, Mario Calderini: «I risultati –evidenzia –ci dicono chiaramente che la nostra regione, sia nelle componenti pubbliche sia private, è pronta a generare processi di innovazione dal basso: è un aspetto assolutamente incoraggiante, che non dobbiamo sottovalutare ».

Per quanto riguarda i prossimi passaggi, «a parte 2-3 dossier che necessitano di alcune modifiche sostanziali, gli altri sono eccellenti e accederanno alla negoziazione senza indugi ».Per l'erogazione delle ulteriori risorse, invece, «Finpiemonte si doterà di uno sportello ad hoc che seguirà passo dopo passo l'attività dei poli e sbloccherà i fondi ogni volta che verranno centrati gli obiettivi fissati».Intanto tra le aziende l'attività continua. «Dopo la presentazione della domanda – fa il punto Mauro Zangola, che per l'Unione industriale di Torino ha seguito il polo della meccatronica –non abbiamo smesso di lavorare. Anzi, con le imprese e gli enti di ricerca abbiamo messo a punto una vera e propria agenda tecnologica del polo».

«Abbiamo notato – segnala – un grosso interesse a mettere in circolo i programmi di innovazione interni, segno di una mentalità aperta alla collaborazione». Soddisfatti anche i parchi tecnologici, pedina fondamentale del disegno delineato dalla Regione: «Di fatto eravamo già abituati a lavorare come soggetti aggregatori, in una logica di rete – interviene Alessandro Battaglino di Envi Park, l'ente candidato a gestire il polo dedicato a bioedilizia e idrogeno –, ma adesso è arrivata un'occasione importante per allargare il bacino di relazioni e scoprire nuove competenze». Un bacino che si sta ancora ampliando: «Dopo la presentazione del dossier abbiamo già registrato l'interessamento di almeno 20 nuove aziende. Per fortuna le "'iscrizioni" sono sempre aperte ».
www.regione.piemonte.it/innovazione/poli-di-innovazione.html

 

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