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Cultura a bassa redditività

di Luca Simeoni - Italia Oggi (Turismo Oggi)
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


I possibili rimedi nel Rapporto Confcultura - PriceWaterhouseCoopers.


Il Metropolitan fattura tre volte i musei italian.

Quando il Metropolitan Museum di New York fattura da solo tre volte di più (123 milioni di euro) dell'intero sistema museale italiano (43 milioni) e gli USA, con la metà dei siti dell'UNESCO dell'Italia, hanno un ritorno commerciale pari a 7 volte quello dei siti italiani, significa che qualcosa, nel ricchissimo circuito culturale nazionale, non funziona.
Se a questo si aggiunge che non esiste una virtuosa sinergìa con l'industria del turismo organizzato, il paradosso diventa insopportabile.
La diagnosi che emerge dal Rapporto su "Arte, turismo culturale e indotto economico", presentato ieri a Roma da Confcultura (una delle 25 associazioni in Federturismo) viene spiegata dal presidente della confederazione, Patrizia Asproni:" E' in crisi il nostro modello organizzativo che presenta bassi standard di servizi d'accoglienza e scarse azioni di merchandising".

Federturismo e Confcultura, grazie a questo Rapporto, realizzato da PriceWaterhouseCoopers, hanno sottoposto al ministro Scajola un piano d'intervento che poggia su tre priorità: l'allestimento degli orari e dei servizi collegati nei musei direttamente appannaggio di società private per consentire un proficuo mercato del merchandising: una nuova politica tariffaria, accompagnata dall'applicazione di nuove tecnologie.

Una sollecitazione ampiamente motivata dai numeri: il turismo culturale che in Italia vanta il 33% di quota-mercato sul totale genera un fatturato di soli 203 miliardi di euro, contro i 305 della Germania, i 276 della Francia e i 223 della Spagna.

"A conti fatti, è urgente", dice Giacomo Neri, di PriceWaterhouseCoopers, "che vengano indirizzate risorse istituzionali e finanziarie in ottica di public e privite partnership, sfruttando per esempio le potenzialità delle fondazioni bancarie italiane".

Un primo passo potrà essere il bando di gara per l'innovazione tecnologica nei beni culturali, aerto alle imprese, di imminente pubblicazione che mette a disposizione 200 milioni di euro.

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