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di Guido Romeo - NOVA24
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Partita dall'adozione dello standard Leed, Trento scommette sulla casa verde
Il luogo non è mai stato così importante come oggi, in un Pianeta completamente globalizzato. È da questa constatazione che a Trento, anni fa, è cominciato un ragionamento su come rilanciare lo sviluppo locale in un territorio privo di risorse naturali e di grandi industrie, ma ai primi posti in Italia ed Europa per qualità della vita, attenzione all'ambiente ( oltre il 50% dei trasporti pubblici sono ecologici e il 63% della sua superficie è coperto da boschi), con livelli di scolarità paragonabili alla Finlandia e investimenti in ricerca che nel 2008 hanno toccato i 150 milioni di euro.
La scelta è caduta sul settore dell'edilizia, la seconda voce produttiva del territorio che rappresenta circa un sesto del Pil provinciale. Da reinterpretare però in maniera verde secondo lo standard internazionale più diffuso, il Leed.
«Abbiamo individuato lo standard statunitense come uno strumento importantissimo per riorganizzare il mercato dell'edilizia spingendolo a riqualificarsi in chiave ambientale e sostenibile», spiega Gianni Lazzari, amministratore delegato del distretto Tecnologico Trentino.
Il primo passo è stata la nascita di Gbc Italia, l'omologo del Green Building Council statunitense che ha concepito lo standard Leed alla fine degli anni Novanta. «Il sistema Leed italiano dovrebbe arrivare a regime l'anno prossimo. Il passaggio più importante però è l'avvio della formazione sia di artigiani che di costruttori con i quali abbiamo definito i contenuti in maniera partecipata – osserva Lazzari –, ma anche introducendo una nuova figura, quella del tecnico certificatore Leed».
La strategia trentina sembra azzeccata anche da un punto di vista congiunturale, visto che nei momenti di flessibilità e crisi del mercato edilizio, chi investe cerca un bene il cui valore sia una garanzia nel tempo. A far da volano per il nascente mercato delle case sostenibili sono già arrivati diversi progetti di edilizia pubblica. Dal Muse, il nuovo museo di scienze naturali progettato da Renzo Piano per diventare un landmark architettonico, ma anche un punto di riferimento tecnologico grazie alle soluzioni che ne garantiscono la certificazione Leed Silver, al Plesso scolastico di Romarzollo-Arco, all'ex Collegio Mayer e al centro servizio dello studentato dell'Università di Trento.
«L'attenzione da parte dei developer è però già molto alta – sottolinea Lazzari –. Sono già stati prevalutati una sessantina di progetti e stanno già nascendo diversi progetti privati sia residenziali che per capannoni industriali». La terza costola della strategia trentina per trasformare il settore edile verso una sostenibilità riconosciuta a livello internazionale è la creazione, in una ex manifattura tabacchi, di un polo per il "cleantech". Una concentrazione che dovrebbe aumentare la visibilità delle aziende e del territorio sostenendone anche l'export internazionale.
Non si tratterà di un parco tecnologico, spiegano a Trento, ma di un luogo di incontro tra imprese, professionisti e ricercatori, destinato a diventare una vetrina delle tecnologie pulite locali e la sede stessa di molte aziende del settore. Per stimolare l'adozione di nuove tecnologie e gli investimenti in ricerca ci sono già due Leggi provinciali (la 6/1999 che disciplina i contributi alle imprese per la ricerca applicata, industriale e sperimentale; la 14/2005 relativa al sistema della ricerca e dell'innovazione), oltre a risorse provenienti dai fondi strutturali nazionali Fes e Fesr.
Quella che emerge dalla strategia locale è la visione di un Trentino non solo verde per le sue valli e montagne, ma presto Mecca italiana, e possibilmente europea, dello sviluppo e dell'applicazione delle tecnologie pulite. In questo territorio, dove già l'84% dei kW consumati è rinnovabile, l'edilizia sostenibile dovrebbe infatti diventare la piattaforma di sistema per sviluppare tutte le forme di tecnologia che usano il sole e il vento, dal solare a concentrazione al fotovoltaico, dall'eolico alla cogenerazione.
«Un ulteriore obiettivo – sottolinea Lazzari – è anche la creazione di un mercato dell'efficienza energetica per gli edifici già esistenti. In particolare vogliamo realizzare delle Esco. Per quanto riguarda la mobilità, intendiamo proporre sperimentazioni in alcune aree a vocazione turistica del Trentino dove sia possibile usare veicoli ecologici alimentati con batterie, o fuel cell, oppure con motori alimentati a metano e idrogeno».
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