Menu servizio
Newsletter
Diventa socio
Contatti
Articoli consigliati da AISLo
Menu principale 2
News
Servizi
Eventi
Aree di progetto
Chi siamo
Distretti, riforma in vista
di Franco Vergnano - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Si torna a parlare di riforma dei distretti industriali italiani. Il progetto è allo studio del Ministero per lo Sviluppo economico, ma l'interesse è anche del Cnel e del Ministero dell'Economia. Molti i temi sul tappeto. A cominciare forse dal più importate: in sostanza, si può arrivare alla famosa – anticipata anni fa dallo stesso Tremonti e alla quale aveva cominciato anche a lavorare una commissione, poi sciolta – «tassazione di distretto».
Il meccanismo sarà quello del bilancio consolidato fiscale, già individuato addirittura nella Finanziaria 2006 (e finora mai applicato per la mancanza del regolamento). Questa volta i temi vengono però allargati anche alle reti di impresa (che qualificano il moderno sistema della subfornitura) e alle catene dei fornitori. Mentre si profila la creazione di un "manager di distretto", figura che dovrebbe assicurare l'applicazione delle nuove regole in un contesto di sistema-Paese più consolidato. Ma non tutti, pare, sono d'accordo sullo schema di riforma. Come ha sottolinea a Il Sole 24 Ore il presidente del Club dei Distretti Industriali, Valter Taranzano, spesso «c'è troppa conflittualità tra Stato e Regione, con le aziende a farne le spese». Al Ministero dello Sviluppo economico (insieme con quello dell'Economia) stanno lavorando alacremente per mettere insieme i vari pezzi previsti a suo tempo dalla legge Finanziaria 2008, che il ministro Giulio Tremonti aveva fatto approvare prima dell'estate.
Attualmente gran parte dei provvedimenti fanno capo allo Sviluppo economico, ministero guidato da Claudio Scajola. Il tutto è complicato dalla legislazione italiana che, nel tempo, ha consentito di stratificare una serie di norme insolitamente complessa. Così, partendo dalla definizione per legge dei vecchi distretti Istat, si è passati all'autonomia regionale. Alla quale spetta la definizione dei distretti, anche con criteri qualitativi, e dei sistemi di governance. Mentre nel primo caso lo scenario è migliore, nel secondo ci sono stati problemi non secondari. Di fatto, oggi, ogni Regione recita a soggetto. Sul piano legislativo, gli ultimi ritocchi previsti sono stati quelli del cosiddetto "collegato", cioè il provvedimento che accompagna e segue la legge Finanziaria. In particolare, all'inizio del mese erano state fatte delle correzioni alle previsioni in materia di distretti industriali e commercio internazionale (anche questo capitolo entra nel pacchetto dei "cluster").
Sotto l'aspetto tecnico all'inizio di ottobre era stato dato il via libera all'articolo tre sui distretti produttivi, sette sul commercio internazionale, otto e nove sulla Simest (la società per l'estero). Da notare che, sempre nella stessa votazione, era passato anche un emendamento del Pd all'articolo tre «per un reale sostegno ai distretti produttivi e alle reti d'impresa». Ma nel pacchetto complessivo del Governo ci sono anche le agevolazioni fiscali per le start up (che modifica il regime delle plusvalenze per i primi anni). Il tutto diventerà operativo con un decreto del ministero dello Sviluppo economico, firmato da Scajola di concerto con il Ministero dell'Economia, sentita la conferenza Stato-Regioni. E questo è proprio uno dei nodi: come accelerare la strada dei regolamenti attuati delle varie leggi in materia (si veda Il Sole 24 Ore del 20 luglio).
Stampa
Rassegna stampa
dicembre
novembre
ottobre
2011
2010
2009
2008
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637