Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Da un lato, è propriamente un unitario bene culturale che conferisce a Napoli l´identità di metropoli europea di grande rango storico, come tale da salvaguardare e conservare con visione rigorosa; al tempo stesso, è lo spazio urbano in cui sopravvive una parte ragguardevole di quella sacca di sottoproletariato che, per essere ancora molto estesa, fa di Napoli una plaga alquanto atipica della geografia euro-occidentale. Una strategia di sviluppo della capitale del Mezzogiorno non può minimamente prescindere da questi due aspetti.
Bene ha fatto quindi la Fondazione per il Sud che ha esordito a Napoli approvando la costituzione di una "fondazione di comunità" per il centro storico. Nate negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, le fondazioni di comunità vogliono essere uno strumento di cooperazione sociale per lo sviluppo del territorio, facendo leva sui soggetti (enti e istituzioni di ogni tipo, servizi, imprese, centri di volontariato e del terzo settore, benefattori) che vi sono insediati e avvertono l´esigenza di spendere proprie risorse finanziarie o organizzative nell´interesse della comunità. Una "missione" fondata sull´iniziativa "dal basso" per rafforzare i legami comunitari e creare così una condizione primaria dello sviluppo.
La fondazione di comunità ha già trovato spazio in Italia, soprattutto in una regione ricca come la Lombardia, e quella appena costituita per il centro storico di Napoli è la terza operante nel Mezzogiorno. È stata promossa dall´Istituto Banco di Napoli-Fondazione unito ad altri enti (tra gli altri, le università L´Orientale e Suor Orsola, il Polo delle Scienze umane e sociali della Federico II, l´Accademia Pontaniana, l´Associazione Centro storico-Unesco, il Centro servizi per il volontariato, alcune imprese come il gruppo Paliotto e l´Editoriale Scientifica, la Croce Rossa). Vi hanno aderito anche associazioni ambientaliste come Italia Nostra e Comitato giuridico di difesa ecologica. Il presidente di fondazione per il Sud Carlo Borgomeo ha detto che quella di Napoli è una fondazione di comunità tra le più interessanti per il campo in cui ha scelto di operare.
Si parte con un fondo patrimoniale per il momento esiguo, ma Adriano Giannola, presidente della Fondazione di comunità, afferma che il piano mira a portarlo a 10 milioni di euro in sette anni. Non è una previsione irrealistica, anche in una realtà come quella napoletana, se la fondazione mostrerà fin dall´inizio di operare con la massima concretezza ed efficienza, con risultati immediatamente percepibili. Fissato l´obiettivo strategico, che è quello di far uscire il centro storico dalla sua attuale «condizione di periferizzazione» e porlo stabilmente sul terreno dello sviluppo sostenibile, diventa inderogabile concentrare l´attenzione e le risorse su progetti concreti, ben studiati e formalizzati, fuori di ogni approssimazione sociologistica, che pure è un elemento vistoso dell´attuale dibattito sulla questione napoletana.
Non v´è dubbio che tanta parte del degrado ambientale del centro storico derivi dalla sua struttura sociale, caratterizzata da una massiccia presenza di sottoproletariato, assolutamente privo di proprie risorse per collocarsi, anche nel lungo termine, sulla via del cambiamento socio-culturale. Un fenomeno che si potè valutare in tutta la sua drammaticità quaranta anni fa, quando le corpose assunzioni per l´avvio dello stabilimento Alfasud poterono poco pescare nel sottoproletariato del vicolo napoletano. Da allora lo stato delle cose non è cambiato, come dimostra il basso grado di scolarizzazione e la estesa evasione scolastica che continuano a caratterizzare la società del centro storico. Il professor Giannola è un economista che conosce la realtà economico-sociale napoletana, e si può sperare che sappia infondere alla neonata Fondazione di comunità un indirizzo di riconoscibile realismo.
Bisogna dire che, per quanto importante e anche insostituibile, il nuovo strumento di intervento dal basso non può farsi carico dell´intero problema del centro storico. In convergenza, è necessario che il Comune rafforzi la qualità e l´efficienza dei servizi pubblici, tra cui la nettezza urbana, il controllo del traffico, la prevenzione degli abusi edilizi di ogni tipo, la manutenzione delle strade e dell´arredo urbano, la lotta al vandalismo. La giunta Iervolino ha un anno di tempo per dimostrare il suo consapevole impegno per il centro storico.