Image

I progetti di Fondazione Sud per fermare la fuga di cervelli

di Tersa Munari - La Gazzetta del Sud
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


L'arroganza del crimine organizzato, la disoccupazione, il lavoro sommerso, il tasso intollerabile di clientelismo hanno minato nelle fondamenta la fiducia dei meridionali verso lo Stato. Ne è convinto il presidente della Camera Gianfranco Fini che nel suo intervento alla Camera, dove si celebravano le attività svolte dalla Fondazione per il sud, ha invocato un patto tra istituzioni e cittadini del Mezzogiorno. Fini, che al contrario di Sciascia si rifiuta di considerare il sud "irredimibile", e dunque immagina per la politica un ruolo di primo piano se solo vorrà riconoscere con i fatti le capacità che si annidano fra la gente del sud.

"I limiti del Mezzogiorno non sono nella realtà, ma nella scarsa fiducia dell'uomo nelle proprie capacità", e cambiare si può se solo la classe politica smettesse di far crescere di bisogni, per poi candidarsi come unica chance in grado di fornire le risposte che la gente attende. Per Fini il ritardo del Mezzogiorno non è dovuto alla mancanza di risorse da spendere: "Se le montagne di danari che sono state stanziate per favorire la ripresa del Sud fossero state distribuite tra tutte le famiglie meridionali, oggi sarebbero più ricche di quelle del Liechtenstein. Ma al di là dell'amara battuta, si sappia che per superare il gap nord-sud non basta avere più euro, quanto frenare "la fuga dei cervelli" soprattutto se giovani ", e bisogna farlo presto prima che si disperda il patrimonio di una futura classe dirigente. Ed è proprio questo uno degli impegni assunti da ormai tre anni da Fondazione per il sud. A fare il punto ci ha pensato il presidente Carlo Borgomeo che ha ricordato i 40 mila destinatari giovani nelle sei regioni coinvolte fra le quali Calabria e Sicilia , i 110 progetti esemplari sostenuti, le 1000 organizzazioni interessate in tre anni di attività a fronte di 43 milioni di euro erogati per promuovere l'infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno e potenziarne le tante "energie buone presenti".

"Chi conosce il Sud sa bene che il disagio è strutturale e anche fortemente diffuso - ha detto Borgomeo. - Ma tutti sappiamo che in questi territori ci sono presenze, esperienze, impegni straordinari, spesso al limite dell'eroismo, energie che non dobbiamo lasciare sole e che, soprattutto, dobbiamo essere capaci di mettere in rete".

Borgomeo ha poi introdotto il futuro: per il 2010 la Fondazione per il Sud ha già messo a disposizione circa 23 milioni di euro, di cui 2,1 a sostegno di sei progetti erogati a favore delle università del Mezzogiorno che hanno proposto iniziative esemplari per "drenare la fuga dei cervelli". Per potenziare l'offerta la Fondazione ha chiamato a raccolta le organizzazioni del volontariato e del terzo settore che operano al sud invitando tutti a qualificarsi con idee e proposte di intervento volte allo sviluppo del territorio nell'ottica di uno sviluppo locale "pluridimensionale", capace di integrare la dimensione economica con quella sociale.
stampaStampa
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637