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Federalismo e sussidiarietà orizzontale possono rilanciare il Sud. E' una delle indicazioni emerse dall'ultimo dibattito della due giorni dedicata agli insegnamenti di don Luigi Sturzo, padre del popolarismo, svoltosi presso l'Auditorium della Curia di Napoli. Riflettori accesi anche sul ruolo che devono assumere educazione e mondo dell'impresa nello sviluppo del Sud nel corso del confronto su "Napoli e il Mezzogiorno: come costruire la speranza". L'evento è stato organizzato dal Ciss (Centro internazionale studi Luigi Sturzo) e dalla sezione napoletana dell'Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti), in collaborazione con Il Denaro.
In che modo il federalismo e la sussidiarietà orizzontale, così come espressa nella modifica del titolo quinto della Costituzione, possono contribuire al rilancio del Mezzogiorno? A spiegarlo sono Carlo Lottieri, docente di Filosofia del diritto presso l'Università di Siena, e Tommaso Frosini, ordinario di Diritto pubblico comparato presso l'Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, durante il dibattito "Napoli e il Mezzogiorno: come costruire la speranza".
Per affrontare la sfida del federalismo, secondo Lottieri, c'è bisogno di una "classe dirigente valida, che aiuti a superare innanzitutto il problema dello statalismo al Sud. Se verrà accettata in maniera coerente, la sfida federalistica - dice Lottieri - porterà numerosi vantaggi, come l'accettazione del principio di responsabilità e una forte diminuzione del trasferimento di risorse al Mezzogiorno e della spesa pubblica, elementi che comporterebbero quindi una drastica riduzione del potere della classe politica. Quest'ultimo punto è fondamentale – spiega ancora Lottieri - poiché la spesa pubblica è una delle maggiori cause di problemi al Sud, insieme alla mancanza di una vera ribellione contro lo statalismo".
Il modello federale, secondo Tommaso Frosini, può essere ancora "un'ottima opportunità se viene correttamente interpretato il principio di sussidiarietà, che costituisce il punto di forza della riforma del Titolo V della Costituzione. Il principio di sussidiarietà - spiega il docente - deve essere inteso non facendo riferimento allo Stato come al soggetto da cui partono tutte le decisioni, ma come ente che deve intervenire in modo sussidiario solo quando i cittadini ne domandano l'aiuto, oppure quando non dispongono di quelle specifiche competenze richieste. Se si comincerà ad intendere il federalismo in quest'ottica – conclude Frosini - sono sicuro che esso potrà essere un ottimo trampolino di lancio per la ripresa di Napoli e di tutto il Mezzogiorno".
Ripartire da "ciò che funziona nel Mezzogiorno" è, secondo il vice presidente del Ciss Marco Vitale, il metodo migliore per il rilancio del Mezzogiornoi, che "si trova in una situazione catastrofica da un punto di vista civile, politico, morale, e quindi anche economico". Ripartiamo dunque "dalle forze di polizia, che fanno sempre il loro lavoro in modo puntuale, e dai sacerdoti, che aiutano i giovani" conclude Vitale. Il presidente nazionale dell'Ucid Angelo Ferro punta invece sull'importanza dell'educazione come supporto al capitale umano del Sud, seguendo gli insegnamenti di Don Sturzo di diventare "uomini liberi e forti", e di fare in modo che "il Mezzogiorno salvi il Mezzogiorno", concetti che riassumono al meglio come usicre dalla situazione che stiamo vivendo". Insistono sull'importanza del ruolo dell'educazione per rilanciare Napoli anche Gianlica Guida, direttore dell'Istituto minorile di Nisida, secondo il quale siamo in presenza di una "forte emergenza educativa, che soprattutto a Napoli deve essere affrontata al più presto per contrastare alla base il fenomeno della criminalità organizzata", e Don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità, che afferma di voler "iniziare subito la sfida della speranza per Napoli, seguendo la lezione di Don Luigi Sturzo".
A parlare del ruolo dell'impresa sono Maurizio Ramirez, vice presidente dell'Unione industriali di Napoli, secondo il quale "in una economia che è passata da libero mercato a libera speculazione è necessario puntare verso politiche di aggregazione, sfruttando le potenzialità delle risorse umane nel Sud. Bisogna inoltre porre maggiore attenzione alle necessità delle Pmi napoletane e del Sud, mirate allo sviluppo delle eccellenze del territorio". Per Florindo Rubbettino, presidente dei Giovani industriali della Calabria, infine, "bisogna assolutamente abbandonare al Sud le logiche assistenzialiste, auspicando un periodo di non intervento della politica".