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Il Paese senza cemento, dove si cresce con fantasia e sobrietà

di Roberto Morandi - Varesenews, 21 aprile 2011

 

Alle porte di Milano, sul naviglio, c'è il primo Comune in Italia che prevede a "consumo zero" di aree naturali. Il giovane sindaco Finiguerra spiega come ce l'ha fatta

Fantasia, sobrietà e un patto con i cittadini sullo sviluppo sostenibile. Sono i tre capisaldi della buona amministrazione a Cassinetta di Lugagnano, il paesino in provincia di Milano che in nove anni non ha rinunciato ad un solo metro quadro di campi e prati. «Nel 2002 abbiamo detto stop, si recupera solo quel che si è costruito nei secoli precedenti, le case lasciate all'abbandono e al degrado» spiega il sindaco Domenico Finiguerra. Figlio di un muratore e di una sarta, entrambi lucani immigrati a Milano, eletto con il 50,1% dei voti nel 2002, questo giovane primo cittadino si è visto riconfermato nel 2007 con il 62,1 grazie alla coerenza con cui ha portato avanti il suo programma di tutela del paesaggio e delle risorse. Linguaggio semplice e diretto, un tocco di simpatia quasi da campagnolo (anche se si è stabilito a Cassinetta dopo un'infanzia nella cintura industriale di Milano, tra Corsico e Cesano Boscono), Finiguerra racconta ogni volta con entusiasmo la sfida pioneristica del suo Comune, l'unico in Italia a consumo del suolo zero.
Spiega che la battaglia di civiltà contro il consumo del suolo è guidata da ragioni ideali («la fedeltà alla Costituzione che dice che la Repubblica tutela il paesaggio») e pratiche: «dobbiamo difendere la terra che ci dà il cibo, perché la Lombardia è un grande produttore agricolo». Si difende la realtà del paese "sostenibile" contrapposto alle «città anonime in cui non si è più cittadini, ma solo consumatori», ma ci si oppone anche alla «droga pesante» delle monetizzazioni, dell'uso dell'edilizia (e quindi della terra) per sostenere i bilanci comunali. «Intossicati dagli oneri di urbanizzazione», dice.

Molti amministratori promettono di difendere il territorio, anche se spesso parlano anche di più strade, più infrastrutture, più spazi commerciali. Finiguerra ai suoi cittadini ha proposto altro: «L'aspetto più antipatico sono le tasse: abbiamo l'ICI sulle seconde case al 7 per mille e tariffe più alte per i più benestanti. E tasse di scopo per finanziare le opere necessarie». Una strada che richiede di coinvolgere davvero i cittadini, di condividere le scelte da fare. «Tutto è stato fatto con la partecipazione. Per poter dire i no che servivano abbiamo dovuto condividere davvero con i cittadini le scelte». Un vero patto reciproco. La seconda scelta è quella della sobrietà, con l'azzeramento delle spese di rappresentanza, per i grandi eventi, per la comunicazione: «l'informatore del Comune lo stampiamo con il ciclostile», scherza. Una Panda da usare a rotazione e per i piccoli spostamenti la bicicletta (tanto il paese è ciclabile). E per il resto le buone pratiche - dal risparmio energetico alla raccolta differenziata - si copiano facendo rete, «grazie anche alla rete Comuni virtuosi», che raccoglie esperienze molto diverse.

Ambientalisti contro lo sviluppo? Neanche per sogno. Perché la sorpresa è che Cassinetta non consuma suolo, ma cresce eccome: dai 1519 abitanti del 2001 si è comunque passati - con la strategia del "consumo zero del territorio - ai 1742 del 2005. «Non è vero che non costruiamo: riqualifichiamo e recuperiamo gli edifici che già esistono e che spesso sono inutilizzati. Certo, non diamo lavoro alle grandi imprese che usano lavoro precario e fanno progetti che sono identici per Cassinetta, Milano o Gallarate... Ma all'opposto c'è lavoro per le piccole imprese, per gli artigiani che conoscono il lavoro e il territorio». Il PGT approvato prevede una crescita degli abitanti del 3,6% nei dieci anni di validità, senza consumo di suolo e con nuovi servizi (nuova scuola, ciclabili). Le nuove case realizzate al posto di vecchi edifici industriali saranno al 20% in edilizia convenzionata (economica, soprattutto per famiglie giovani) e per il 5% di edilizia residenziale pubblica (case "popolari"). 
E l'ultimo pilastro è la fantasia. Non quella vaga e utopica della formula "fantasia al potere", ma quella concreta di chi sa cercare nuove strade e nuove entrate per il bilancio. «Il nostro esempio è il "Matrimonio per la terra": complice il fatto di essere circondati da sindaci di CL che non curano i matrimoni civili, si è creata una certa domanda. Abbiamo dato la possibilità di usare le strutture, abbiamo curato le cerimonie». Agevolati, in questo, dalla presenza di splendide ville sul territorio (nella foto sotto). «Lo scorso anno i matrimoni ci hanno dato20mila euro, che abbiamo destinato al fondo di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione. Quest'anno puntiamo ad arrivare a 30mila euro».

È una storia di una Italia minore che a qualcuno farebbe quasi ridere («sono solo un paesino!», direbbero), ma che Finiguerraè convinto sia un esempio per tutti i Comuni, anche per quelli più grandi. «Noi siamo la sinistra moderata. I veri estremisti sono quelli che fanno Piani regolatori pieni di centri commerciali, palazzi, raccordi autostradali. Non mi piace se Bersani contesta Berlusconi contrapponendo grandi opere a grandi opere diverse». Lui ha una storia di sinistra, con un percorso travagliato: consigliere comunale ad Abbiategrasso nel 1994 (a 21 anni), si dimise dopo poco in contrasto con la politica urbanistica e ambientale. Oggi è sindaco con una lista civica, ma aderisce anche alla Costituente Ecologista. Perché è convinto che i principi di fondo sperimentati a Cassinetta (ma anche in altre realtà) possano essere validi per tutta Italia. Poca teoria, molta pratica. Basta che ognuno usi un po' di fantasia per renderli realtà.
 
di Roberto Morandi - Varesenews, 21 aprile 2011
 
 
 
 
 
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