Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
"Dalla parte dello Stato", Pasquale Iorio testimone della speranza.
L'incalzante azione della magistratura e delle forze dell'ordine ed i recenti bei libri di Isaia Sales, Roberto Saviano, Rosaria Capacchione, Raffaele Cantone, per citare soltanto i più noti, hanno fatto piena luce sulla camorra e portato all'attenzione generale il sistema criminale che si è impossessato dell'economia della nostra disgraziata terra (e non solo) e ne condiziona lo sviluppo economico e la crescita culturale e sociale.La provincia di Caserta, ormai da troppo tempo, conquista gli onori della cronaca nazionale ed internazionale (anche a seguito dello straordinario successo del coraggioso libro di Saviano) soltanto per notizie assolutamente negative: gli omicidi di camorra, le infiltrazioni criminali nelle amministrazioni locali, la disoccupazione fuori controllo, i disastri ambientali, il degrado socio-culturale e l'indecente qualità della vita.
In questo quadro desolante e scoraggiante si inserisce l'iniziativa editoriale di Pasquale Iorio "Il Sud che resiste". Un libro che afferma la possibilità, anche in una terra infelice come la nostra, di essere "Dalla parte dello Stato" (come ha recentemente affermato l'imprenditore Pietro Russo, cui per ritorsione e intimidazione è stata incendiata la fabbrica di materassi nel maggio scorso).
Voglio adoperare un paradigma contadino, che a mio avviso descrive bene la situazione. Fino a qualche decennio fa Terra di Lavoro era una terra fertile ed incontaminata con aria pulita, clima mite ed acqua in abbondanza. L'agricoltura era una delle principali attività lavorative, faticosa ma molto remunerativa perché nei nostri campi si potevano fare almeno tre raccolti l'anno. In questa situazione ideale i contadini dovevano affrontare sostanzialmente soltanto due fenomeni avversi: "la brutta stagione" (fortunatamente non spesso) e le piante infestanti (ad esempio la gramigna, la graminacea più infestante al mondo). Col tempo la Scienza chimica ha sintetizzato pesticidi sempre più aggressivi per risolvere drasticamente questo fenomeno e migliorare la redditività dei campi. Un intervento così radicale ha comportato, però, delle conseguenze gravi per gli ecosistemi: ad esempio erosione del suolo, inquinamento dell'aria e dell'acque, avvelenamento dei cibi e degli esseri viventi. " stato necessario, allora, sperimentare nuovi erbicidi ecologici più rispettosi dell'ambiente e promuove buone pratiche. In questo paradigma le infestanti si identificano con le organizzazioni camorristiche ed i comitati d'affari; gli erbicidi aggressivi sono le proposte di militarizzazione dei territori (chiesta ripetutamente da alcune forze politiche); gli erbicidi ecologici sono la Magistratura e le Forze dell'ordine, che contrappongono lo Stato e le sue legge alla criminalità mafiosa; le buone pratiche sono descritte in modo appassionato nel libro di Pasquale Iorio. In primo luogo, il libro di Pasquale è una dichiarazione d'amore per la nostra terra.
Una terra dal grande passato (una parte dell'antica Campania felix, di cui parla Plinio il vecchio nella Naturalis Historia), dal difficilissimo presente e dall'incerto futuro.In secondo luogo il libro di Pasquale è una testimonianza di speranza, quasi un teorema sulla possibilità di un rinascimento per la nostra terra, afflitta da tre gravissime patologie: camorra, comitati d'affari e politica assente o distratta.Il sociologo Cassano, nel suo recente libro Homo Civicus (presentato qualche anno fa nella Biblioteca del Dipartimento di Matematica in Via Vivaldi), ha sostenuto che "l'amor loci è la condizione indispensabile per sottrarre i beni comuni allo scempio dei particolarismi e degli accaparramenti affaristico-criminali". Senza amor loci non ci può essere, quindi, sviluppo e futuro per una comunità.
Leggendo il libro si scopre una ricchezza di esempi di buone pratiche, di iniziative di persone singole, di associazioni ed istituzioni di cui andare fieri e che è necessario far conoscere ai cittadini della nostra provincia, per sollecitarli all'atto d'amore per la propria terra, all'intero paese, per mostrare un volto nobile e sconosciuto del sud, un sud che, nonostante tutto, resiste. Si viene in contatto con una chiesa del Vangelo, la bella chiesa (il cui esponente più in vista è il Vescovo Nogaro, ma ricca di tante altre testimonianze, suor Rita e le consorelle di Casa Rut, i Sacramentini, i frati Comboniani, il martire don Giuseppe Diana, il "prete dei neri" don Antonio Palazzo, il prete del dialogo interreligioso don Giuseppe Esposito di S.Marcellino…); con giornalisti giovani e impegnati attivamente nella denuncia del fenomeno camorristico, a rischio della propria incolumità; con tante associazioni giovanili e del mondo del volontariato, veri e propri presidi di educazione alla legalità (ad esempio l'associazione di volontariato medico-sociale Jerry Masslo, il Comitato don Diana…); con imprese e cooperative sociali dalla parte dello Stato (il consorzio Agrorinasce, la Camera di Commercio, l'Osservatorio provinciale sui beni confiscati…); con le tante scuole del "Progetto Scuole aperte", divenute in molte nostre comunità centri di socializzazione, multiculturalità e legalità.
Si conosce, infine, l'Università. La giovane università casertana che, ad onta del nome, sta svolgendo un ruolo fondamentale di fertilizzazione del nostro territorio attraverso la formazione e la ricerca scientifica, consentendo a tanti giovani che non avrebbero potuto frequentare l'università di accedervi, e proponendosi come centro di dibattito culturale e di internazionalizzazione." questa la bellezza e l'interesse del libro di Pasquale Iorio: una testimonianza di speranza, un atto d'amore ed un invito all'amore.
Con una narrazione essenziale e molto efficace e con un'analisi attenta e completa, che ripercorre la sua esperienza diretta, egli illustra una lunga serie di esempi di impegno civile, di cittadinanza attiva, di forme diverse di educazione permanente e di cultura della legalità. Sono esempi concreti che, nonostante le grandi difficoltà, testimoniano la presenza dello Stato. Sono esempi di associazioni che partecipano attivamente alla vita della comunità e propongono modelli di vita associata democratica ed inclusiva, gli unici strumenti che, nel lungo periodo, potranno sconfiggere definitivamente i modelli culturali della camorra. Naturalmente i tanti esempi di buone pratiche non sono sufficienti da soli a far risorgere la nostra terra. Come dice in modo chiaro Pasquale Iorio a pagina 127, tutte queste iniziative vanno messe in rete e governate. Per non disperdere questa grande ricchezza della nostra terra, la domanda a cui dare risposta urgente en concreta è: chi è in grado, può e deve assolvere a questo compito essenzialmente politico? Forse la risposta merita un altro libro.
L'ultima considerazione che voglio fare è l'assenza della politica. Dalla lettura emerge rumorosa, forse anche senza l'esplicita intenzione dell'autore, l'assenza della politica. Per trovare qualche figura importante per il territorio bisogna andare indietro nel tempo a Giuseppe Capobianco, al Professore Coppola, ad Armando Del Prete. Questa assenza della politica dalle "buone pratiche del territorio" è una conferma dell'oggettiva colpevolezza dei partiti e dei loro esponenti locali e nazionali che appartengono alla nostra terra. L'infiltrazione mafiosa nelle attività commerciali, in particolare nell'edilizia, lo sfruttamento dissennato del territorio, l'inquinamento delle acque, dell'aria e dei suoli è avvenuto nella colpevole indifferenza o incapacità della nostra classe politica ed in particolare dei vari amministratori locali.
Nella recente classifica del quotidiano Il Sole 24 ORE la provincia di Caserta scende al 94° posto per qualità della vita ed al 100° posto per qualità del tempo libero. Sembra quasi che per la classe politica ed amministrativa le città nascono soltanto per fornire ai cittadini luce elettrica, acqua potabile, gas metano, rifiuti urbani sotto le finestre ed inquinamento acustico ed atmosferico.