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Il dibattito pubblico sulla gronda autostradale di Genova entra dal vivo
di Andrea Ranieri - Secolo XIX
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Lettera al Secolo XIX di Andrea Ranieri, Assessore al Sapere del Comune di Genova
La Società Autostrade, su invito dell’Amministrazione Comunale, ha presentato cinque tracciati, mettendo a disposizione del dibattito una pluralità di opzioni, e indicando per ciascuna di esse la sua valutazione dei costi e dei tempi necessari ad eseguire l’opera.
Ciascun tracciato sarà corredato, in un documento che sarà completato entro gennaio, da numerosi parametri tra loro confrontabili, riguardanti non solo i costi di esecuzione ed i volumi di traffico prevedibili, ma anche le ricadute sociali – i costi che ricadono sulle famiglie e sulle attività produttive – e l’impatto sull’ambiente e sul territorio. A febbraio partiranno i primi incontri pubblici preposti dalla Commissione in cui ciascuno potrà esprimere le proprie opinioni e fare proposte; su Internet sarà aperto un forum permanente a disposizione di tutti i cittadini.
Già da ora le associazioni le associazioni, i comitati, e tutti coloro che hanno qualcosa da dire sono invitati a far pervenire alla Commissione indipendente le proprie osservazioni.
Per la prima volta in Italia, si terrà un “debat public” su una grande opera infrastrutturale, di primaria importanza per la vivibilità e lo sviluppo del nostro territorio.
E’ molto di più di un sondaggio o di un referendum. I cittadini sono chiamati a proporre non solo a votare; a dialogare sulla base di argomenti motivati.
E’ un gioco in cui non si vince, ma ci si convince, e che ha come posta il trovare una soluzione che corrisponda il più possibile agli interessi, alle aspirazioni, all’idea di città che sembrerà più plausibile e convincente, che la Commissione indipendente sintetizzerà alla fine del dibattito, e che non necessariamente corrisponderà in toto ad uno dei tracciati proposti.
E’ una sfida grande per la nostra città, e se riuscirà sarà una indicazione importante per il nostro Paese, in una fase in cui si notano segnali di scollamento fra i cittadini e la politica, fra i cittadini e le istituzioni chiamate a rappresentarli.
A questa crisi nel rapporto di fiducia c’è la tendenza a rispondere con il decisionismo, che considera la democrazia con un intralcio alla rapidità e all’efficacia delle decisioni.
A Genova proviamo a percorrere una strada diversa, affidando la decisione all’intelligenza, al buon senso, all’interesse per il bene pubblico dei cittadini, ampliando e non riducendo gli spazi di democrazia. Siamo convinti che questo possa essere anche il metodo più rapido ed efficiente.
I decisori, che hanno voce in capitolo su un’opera di questa portata, si sa, sono tanti, e spesso passano gli anni per dirimere i conflitti fra i decisori. Penso sia anche per questo che Società Autostrade, pur in assenza di una legge che, come in Francia, preveda il dibattito pubblico per ogni grande opera, abbia deciso di aderire all’invito dell’Amministrazione comunale ad intraprendere questo percorso, che ha tempi certi e modalità trasparenti di coinvolgimento dei cittadini e di tutti i soggetti interessati alla decisione.
Non solo: è oggi tutto da dimostrare che i partiti politici, i “ rappresentanti”, siano di per se portatori di un interesse generale, a fronte degli individui e delle associazioni, schiacciati su posizioni limitate e parziali. Al contrario, mi pare che la perdita di orizzonti valoriali grandi e alternativi, ha sempre più spesso schiacciato la politica sulla rappresentanza- o forse più appropriatamente sulla “rappresentazione” – di interessi particolari, trasformando in contrapposizioni ideologiche o di schieramento problemi che poco hanno a che fare con gli schieramenti di partito in quanto tali, e che riguardano il puro e semplice esercizio della cittadinanza. Forse il dibattito pubblico ci eviterà di sentir parlare di una gronda di “destra”, di “centro”, o di “sinistra”.
Anche su questo la scelta del dibattito pubblico segna una svolta.
I progetti del soggetto promotore dell’opera sono squadernati davanti al pubblico, con i loro costi, i loro benefici, e le loro criticità. La politica promuove il confronto ma non lo predetermina. Ai cittadini si chiede di fare la propria parte, che come dice la parola stessa, è quella di valutare i propri interessi, le proprie aspirazioni, il proprio presente in relazione all’interesse generale della propria città e al futuro delle generazioni che verranno.
Non sarà una passeggiata, ma se ce la faremo sarà una grande lezione che Genova darà a se stessa e al proprio Paese.
Andrea Ranieri
Assessore al Sapere del Comune di Genova
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