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Il futuro (sostenibile) è adesso
di Woodrow W. Clark* - La Stampa
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Il genere umano si trova oggi di fronte a problemi ingenti in termini di riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Sussistono prove sempre più schiaccianti sul fatto che la causa di tali fenomeni siano gli stessi uomini, ovvero gli edifici e le comunità dove essi lavorano e vivono. Circa il 40% delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera proviene da costruzioni e complessi ad uso ufficio e abitativo e da sedi di istituzioni governative ed accademiche. Un altro 40% trova la propria causa nel trasporto con veicoli, camion, treni e aerei. Il restante 20% deriva da agricoltura e allevamento.
L'intervento umano è possibile in ciascuna di queste aree. Una delle strategie chiave consiste nel riconoscere il fatto che l'impatto dell'inquinamento sulla società è diretta conseguenza della Seconda Rivoluzione Industriale, verificatasi alla fine del XIX, inizi XX secolo. Fondamentalmente, la Seconda Rivoluzione Industriale ha focalizzato la propria attenzione, per il settore edile e dei trasporti, sulla produzione di energia dai combustibili fossili. Carbone, gas naturale e petrolio sono fonti combustibili per il consumo energetico. L'energia nucleare rientra anch'essa nella Seconda Rivoluzione Industriale a causa dei problemi in termini di scorie, dei limiti sulle risorse basilari (uranio) e dell'utilizzo di motori a combustione e dispositivi meccanici che la caratterizzano.
La soluzione risiede nella Terza Rivoluzione Industriale, inizialmente identificata dall'economista ambientale Jeremy Rifkin nel suo ultimo libro "The European Dream" (Il Sogno Europeo). Se da un lato Rifkin considera avviata la Terza Rivoluzione Industriale nell'Unione Europea, parrebbe essere in forte espansione, sin dagli inizi degli Anni Novanta, sia in Giappone sia in Corea del Sud. Le fonti di energia rinnovabile quali sole, vento e acqua sono elementi fondamentali affinché la Terza Rivoluzione Industriale possa trovare piena concretizzazione finanziaria e tecnologica nel XXI secolo.
Questa rivoluzione è costituita da due fattori principali: l'utilizzo di tecnologie avanzate di stoccaggio (per l'energia generata attraverso il sole e il vento) e l'impiego di reti di energia intelligenti nelle comunità locali e nelle case private. Il meccanismo del paradigma si basa sull'idea che l'utilizzo dell'energia rinnovabile comporta una riduzione dell'inquinamento atmosferico e del suolo.
La Terza Rivoluzione Industriale è iniziata e si è diffusa in gran parte grazie a politiche e programmi quali "Feed In Tariffs" (Tariffe Incentivanti), implementato prima in Germania, poi in Spagna e in Canada e ora al vaglio degli Stati Uniti.
Nonostante alcuni stati Usa si dichiarino "verdi", come il paese da dove provengo, la California, sono ancora molte le riserve e le preoccupazioni in tal senso. Il problema di base risiede nel fatto che le comunità, gli stati e le nazioni devono raccogliere fondi mediante tasse, incentivi e disposizioni varie, così come è avvenuto per la Seconda Rivoluzione Industriale. I combustibili fossili, le relative tecnologie di supporto e i vari impianti ad essi annessi sono stati tutti finanziati attraverso programmi governativi e disposizioni finanziarie.
Di fatto, se i governi recuperassero queste tasse e questi incentivi dalle industrie di combustibile fossile e li trasponessero nel settore delle fonti di energia rinnovabile, la Terza Rivoluzione Industriale sarebbe oggi pienamente in atto. Questo sforzo, quest’impegno, non è così lontano. Richiede una ferma determinazione e assunzione di responsabilità da parte dei leader politici e tale vigoroso impegno deve essere ricercato e sostenuto da tutti attraverso il diritto di voto, il coinvolgimento in questioni locali e nazionali e la consapevolezza della necessità di essere più efficienti e preservare l'energia e le risorse, sempre più limitate.
* Premio Nobel per la Pace, Espero in Economia Qualitativa
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