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Innovazione, la rete dei pionieri

di Eleonora Della Ratta - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Lo sviluppo della comunicazione pubblica sta seguendo di pari passo l'evoluzione delle tecnologie. Sarà questo uno dei temi principali della XV edizione di Com-Pa, il Salone europeo della comunicazione pubblica, dei servizi al cittadino e alle imprese che si svolgerà dal 21 al 23 settembre a Milano. Web tv, telegiornali on line, servizi al cittadino tramite sms o altre strategie comunicative che si rifanno al Web 2.0 sono ormai una realtà sempre più diffusa. Tanto che è possibile creare una mappa degli enti che affidano al digitale terrestre e alla Web tv l'erogazione dei servizi informativi, che passano anche attraverso nuovi canali satellitari e la funzionalità della rete di telefonia mobile.

Con la Tv interattiva, internet e i cellulari, infatti, si allarga la possibilità di entrare in contatto con il cittadino, ma anche di raccogliere le reazioni sul grado di soddisfazione per il livello dei servizi. Le sperimentazioni sono eterogenee e per far conoscere la propria attività c'è anche chi, come la Provincia di Roma o quella di Vicenza, ha aperto i propri uffici anche su Second Life. Mezzi e contenuti della comunicazione guardano sempre di più a target ben determinati: rubriche di approfondimento su tematiche specifiche, telegiornali web, servizi dedicati solo ai giovani o agli anziani, piuttosto che alle classi svantaggiate. Soluzioni poco costose che stanno diventando molto diffuse: tutte le iniziative sono state riunite nel videoportale «Rete PA», costituito da Regioni, enti locali e altre amministrazioni pubbliche, per favorire il confronto tra le esperienze.

Accanto alle eccellenze, però, esistono ancora enti che non investono in comunicazione, offrendo solo servizi come l'ufficio relazioni con il pubblico e l'ufficio stampa. È difficile capire qual è la situazione reale: nonostante l'evolversi delle politiche di comunicazione, infatti, l'ultimo studio organico sull'argomento risale al 2004. Sotto osservazione è soprattutto l'amministrazione locale, e le Asl, dove l'efficacia di una buona comunicazione ha conseguenze dirette anche sul buon funzionamento delle strutture ospedaliere.

Secondo i dati Formez esistono Comuni che non spendono in comunicazione, né interna ai propri uffici né esterna, se non nel caso di eventi particolari: un dato difficile da verificare perché nei bilanci è impossibile distinguere le spese per il personale in base alla propria specializzazione, così come capire quali investimenti vadano a migliorare l'efficacia del marketing territoriale o i servizi di comunicazione. Lo stanziamento annuale per migliorare la comunicazione varia moltissimo: escludendo i grandi eventi, si va dagli oltre 500mila euro delle grandi città ai poco meno di 20mila euro per i centri più piccoli, dove comunque la spesa pro capite è tra le più alte. Soldi che sono in gran parte destinati al personale dell'Urp e al marketing legato a eventi saltuari. Quasi il 40% degli enti, inoltre, non verifica l'efficacia della propria attività: questionari, interviste o indagini per capire il grado di soddisfazione dei cittadini sono fatti regolarmente solo dal 6% delle amministrazioni, mentre il 37% realizza solo generiche indagini di costumer satisfaction.

La legge 150/2000 prevede che ogni ente pubblico abbia un Piano di comunicazione, uno strumento di programmazione e gestione delle azioni di comunicazione per l'intera attività o per un settore specifico. Iniziative che vengono portate avanti attraverso i call center, gli sportelli polifuzionali, sportelli informativi dedicati a target specifici di utenti, l'Urp, l'ufficio stampa e i portavoce. Un piano che non sempre è stato stilato in questi anni, ma che si è rivelato prezioso per lo scambio di informazioni ed esperienze: si sono create così iniziative come la banca dati dei «Buoni esempi» o la «mappa delle abilità », che raccolgono le novità più significative. Fondamentale per il buon funzionamento degli uffici addetti alla comunicazione è anche la formazione del personale: per questo sono sempre più numerosi i corsi e le specializzazioni per preparare chi dovrà occuparsi di comunicazione all'interno di un ente pubblico. Una figura professionale che comincia a vedersi riconosciuto il proprio ruolo specifico all'interno della PA.

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