Image

L'ateneo diventa "snello"

di Antonietta Demurtas - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.

La riforma spinge alla razionalizzazione dell'offerta formativa.


Dal susseguirsi di riforme che in questi ultimi anni hanno interessato le università e che spesso hanno complicato il lavoro di chi organizza il sistema didattico, un obiettivo oggi sembra essere comunemente condiviso dagli atenei che si apprestano a dover applicare una nuova imminente riforma: razionalizzare. Negli uffici dei responsabili della didattica tutti hanno già iniziato a tagliare il numero dei corsi, soprattutto quelli che erano proliferati in seguito all'ordinamento 509/ 1999 tra lauree triennali e magistrali. E così sopprimere corsi di laurea triennale, trasformare quelli tre più due in lauree a ciclo unico, accorpare orientamenti, istituire corsi di laurea interfacoltà o addirittura interateneo per ottimizzare le risorse, diventa la chiave strategica che tutte le università stanno usando per organizzare la didattica del prossimo anno accademico 2010 2011.

Unire le forze, insomma, concentrare le competenze, creare una buona preparazione di base e diversificare l'offerta formativa attraverso indirizzi che vengono concentrati più nei percorsi magistrali, che in quelli triennali, che molti ormai vogliono depotenziare. Rendere oggi l'università più appetibile per gli studenti non vuol dire però solo far fare meno esami, semplificare e sommare i crediti, o investire nei nuovi settori come energie rinnovabili, bioingegneria, pubblic affairs, ma soprattutto soddisfare quell'esigenza di internazionalizzazione che ormai gli studenti pretendono dai loro atenei.

Ecco allora che andare all'estero a fare l'Erasmus non basta più, le lingue si imparano in classe, nella propria università. Se, infatti, il double degree è l'obiettivo da raggiungere, il percorso di apertura verso l'estero che gli atenei stanno intraprendendo, inizia con la trasformazione di interi corsi di laurea che saranno tenuti in lingua inglese. Una scelta che gli atenei stanno mettendo in atto. C'è chi inizia con alcuni indirizzi, chi con qualche master, chi con interi corsi di laurea: attirare studenti stranieri e preparare quelli italiani per il mercato occupazionale globale è il fine.

L'esigenza di ottimizzare, spesso, deve però fare i conti con atenei giovani e di piccole dimensioni: che attuando una politica dei tagli rischiano di scomparire o compromettere l'offerta formativa di base. Ecco che molti allora decidono di attivare corsi interfacoltà che permettono di non rinunciare alla qualità usando professori dello stesso ateneo. Le collaborazioni interfacoltà riescono invece a riunire le competenze presenti su uno stesso territorio, e così se alla Luiss si lavora su una maggiore offerta degli indirizzi di laurea, senza aumentare i corsi, e alla Bocconi si mantiene la stessa offerta formativa dell'anno scorso, alla Cà Foscari di Venezia si preferisce creare nuove opportunità con le università vicine di Padova e Verona.
stampaStampa
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637