Menu servizio
Newsletter
Diventa socio
Contatti
Articoli consigliati da AISLo
Menu principale 2
News
Servizi
Eventi
Aree di progetto
Chi siamo
L'Europa lancia l'agenda 2020
Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Mercoledì la Commissione approva la nuova strategia di crescita.
L'obiettivo è di rimettere in carreggiata l'economia europea, ancora sotto l'effetto dei pesanti contraccolpi della crisi finanziaria, e per farlo la Commissione Ue vuole puntare su innovazione, internet, banda larga e industria verde per aprire la strada al tempo stesso ad una crescita sostenibile ed al consolidamento dei conti pubblici europei.
L'euroesecutivo presenterà la sua "strategia 2020" mercoledì prossimo, mettendo così il primo tassello del Barroso II per ridare smalto e slancio alla strategia precedente, quella di Lisbona, i cui risultati sono stati decisamente deludenti.
Lanciata nel 2000, la strategia di Lisbona doveva portare la Ue ad essere, nel 2010,l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo. Obiettivi falliti, per colpa della crisi, ma anche del fatto che l'agenda era un elenco di buone intenzioni senza nessun impegno a raggiungere i risultati concreti e quantificabili.
Per questo motivo la Commissione Ue, stando alle bozze in circolazione prima della presentazione definitiva, propone di rafforzare la vigilanza paese per paese per assicurarsi che gli impegni assunti vengano rispettati. Ai paesi Ue verrebbero indirizzate raccomandazioni politiche che se venissero disattese o contraddette potrebbero portare anche ad una forma di "ammonizione".
La strategia 2020, che dovrebbe essere adottata dai leader Ue nel vertice di primavera il 25-26 marzo,punta sull'aumento degli investimenti per la ricerca, che dovrebbero passare dall'1,9% del Pil al 3%. Attualmente la Ueè il fanalino di coda in questo settore. Gli stanziamenti europei sono al di sotto del 2% del Pil. Negli Usa sono al 2,5% e in Giappone al 3,4%. Un gap da colmare, come quello della scarsa presenza delle imprese europee nel mercato allettante delle comunicazioni, che a livello mondiale vale 660 miliardi di euro, ma rappresenta meno di un quarto delle imprese europee.
Stampa
Rassegna stampa
ottobre
settembre
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio
2011
2010
2009
2008
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637