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Una grande rete per lo sviluppo locale, un luogo di concertazione e condivisione di studi ed esperienze dal Piemonte all'Emilia Romagna, passando per la Lombardia e la Liguria, e non un nuovo centro di governo. Con questo obiettivo nasce domani ad Alessandria, a Palazzo Ghilini, la Fondazione delle Province del Nord Ovest.
È il risultato del lavoro del Comitato promotore avviato nel 2004 da una intuizione di Alessandro Repetto, presidente dell'amministrazione provinciale di Genova.
«Il passaggio dal Comitato alla Fondazione – sottolinea Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino e del Comitato – ha coinvolto tutte le province in modo attivo. Prima abbiamo verificato se c'era un interesse autentico, se le indicazioni di indirizzo che avevamo scelto all'inizio erano esigenze vere, quindi si è deciso di passare alla creazione di una Fondazione perché tutti insieme ne abbiamo rilevato l'utilità». Una formula utile «per il coinvolgimento di altri soggetti che hanno i nostri stessi obiettivi – continua Saitta – che sono in particolare le fondazioni bancarie e soprattutto le unioni regionali delle Camere di commercio delle quattro regioni. Che, tra l'altro, hanno già espresso la volontà di aderire.
La Fondazione sarà il «luogo dove potersi confrontare con periodicità al di là dei convegni e delle conferenze stampa» rimarca. Un luogo dove si potranno anche ripensare i confini provinciali. Saitta precisa che non ci sarà un «passaggio di deleghe », ma rappresenta piuttosto «una grande occasione di cultura amministrativa». Che si confronterà come primo impegno comune con l'Expo 2015 di Milano. «Un evento che ci permetterà di verificare sul campo il nostro agire insieme come province del Nord Ovest, cuore dello sviluppo economico e sociale del Paese». In sostanza per Saitta con l'avvio della Fondazione le province stanno sperimentando «un modello complessivamente più moderno di un ente intermedio».
L'azione della Fondazione riguarda un territorio che comprende 25 province e una popolazione di oltre 15milioni di cittadini. Un'area dove operano più di un milione e quattrocentomila imprese (pari al 28% del totale nazionale) con quasi 7milioni di lavoratori (il 31% della forza lavoro in Italia). Al momento non ha aderito Cuneo, anche se ha partecipato attivamente ai lavori del comitato promotore, versando il contributo annuale. «La decisione di soprassedere fino a dopo le elezioni provinciali della prossima primavera – riferisce l'assessore provinciale alle Politiche Comunitarie Vito Valsania – è stata assunta da tutta la Giunta. La nostra amministrazione, in questo momento, è già impegnata in attività con i comuni transfrontalieri e non saremmo stati in grado, per carenza di personale, di far fronte ad un impegno nella nuova Fondazione». Entro i primi mesi del 2009 Bergamo dovrebbe aderire, non è invece interessata la provincia di Sondrio orientata più verso l'area del Nord-Est. Rimane fuori anche la provincia di Savona, al momento gestita da un commis-sario prefettizio. Tutte le altre 21 (per l'Emilia-Romagna sono coinvolte Parma e Piacenza) hanno già deliberato l'adesione, la prima è stata Genova a luglio. Il Cda della Fondazione (da 10 a 15 membri) sarà eletto domani mattina e probabilmente verranno riconfermati i nove attuali del direttivo del comitato (Alessandria, Como, Cremona, Genova, Milano, Piacenza, Spezia, Torino e Vercelli) più uno forse della Lombardia.
L'ente parte con un capitale di circa 78mila euro, frutto del trasferimento del patrimonio del comitato promotore oltre alle quote annuali delle province aderenti. Importo che come stabilisce l'articolo 4 dello Statuto deve essere per le province «non inferiore a un centesimo di euro per abitante in base all'ultimo censimento», quindi per ora di 135mila euro complessivi per i ventun soci fondatori.
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