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La "Food Valley" si rinnova

di Fabrizio Brignone - Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Modernità e tradizione integrata nel sistema Langhe e Monferrato

Il cuore del Piemonte meridionale può battere più forte e dare ossigeno all'intera economia di area se fa sistema, potenzia imprese e infrastrutture creando innovazione e puntando su un turismo in grado di valorizzare le risorse del territorio, soprattutto quelle enogastronomiche e paesaggistiche. È quanto emerge dalla ricerca "Bilancio socioeconomico di area del Piemonte sud occidentale", promossa dal Comitato territoriale UniCredit Alpi del Mare e realizzata in collaborazione con la Facoltà di Economia dell'Università di Torino, dove è stata presentata ieri.

Una mappa che vuole diventare una bussola, analisi di area per individuare strategie di sviluppo: «L'obiettivo è conoscere il territorio e dare spunti per la sua governance –sintetizza il coordinatore, professor Giuseppe Tardivo – in uno sviluppo con gli attori sociali per un impatto reale e propositivo, riflettendo sugli elementi distintivi del Piemonte sud occidentale come sistema socioeconomico unitario, pur nelle specializzazioni produttive. Un territorio vitale, in fase di sviluppo: se si saprà valorizzare le eccellenze e provvedere alle criticità potrà crescere ancora, attraverso una progettazione attenta e condivisa».

Le 550 pagine sono un focus su Alessandria, Asti e Cuneo (1.220.000 abitanti su un'area di 12.000 km quadrati, circa 140mila le imprese attive), in tre parti: situazione generale dell'area (tra i punti nevralgici: pmi e internazionalizzazione, infrastrutture, formazione universitaria); Langhe e Monferrato, a cavallo tra le tre province, con i loro patrimoni nell'enologico e nell'agroterziario; riflessioni conclusive per orientare i progetti.Tra gli elementi che emergono, appare necessaria una forte azione di potenziamento delle imprese sotto quattro profili: capitale tecnologico e innovazione, capitale finanziario (adeguate fonti di finanziamento a tassi concorrenziali), capitale di mercato (prodotti di elevata qualità e sviluppo dei mercati di nicchia), capitale umano (formazione e specializzazione).

Il tutto coniugando apertura internazionale e radicamento territoriale, innovazione e identità culturale: «Lo studio riveste un interesse e un'importanza particolari, nella congiuntura attuale – spiega Luigi Cavalchini, presidente UniCredit Private Banking – per cogliere i punti di forza di un'area in cui le eccellenze di agriturismo, agroalimentare, enogastronomia e artigianato non vanno solo protette, ma potenziate e arricchite per un confronto vincente sul piano delle sfide della competizione internazionale globale.

Lo studio mette l'accento sulle carenze infrastrutturali e sull'esigenza di migliorare opportunità di finanziamento, capitale tecnologico, qualità del prodotto e formazione dei giovani». L'approfondimento è per Langhe e Monferrato, "distretto" che conta il 16,45% delle unità locali piemontesi, basato su risorse enologiche ed enogastronomiche che possono rappresentare un forte volano di sviluppo: lo dimostra il modello dei "cluster" con le caratteristiche delle aziende e la loro concentrazione locale, che permette la creazione di un valore aggiunto per tutto il territorio.

Tra le tipologie (manifatturiero, costruzioni, commercio, turismo, servizi alle imprese, servizi alle persone), l'analisi evidenzia anche aree in cui sono assenti oppure troppo "maturi" settori economici, le prime su cui intervenire per porre condizioni di sviluppo ed evitare ostacoli alla competitività. Altre valutazioni possono venire dall'analisi per sovrapposizione dei cluster stessi, a partire da integrazioni tra commercio e turismo, identificazione di indirizzi complementari e valorizzazione delle risorse, forme di collaborazione tra pubblico e privato.

La ricerca si concentra inoltre su un'area altamente vocata per enologia e agroterziario come il distretto dei vini Langhe, Roero e Monferrato: una sorta di "food valley" con forti potenzialità di crescita, se si migliora la capacità di attrarre flussi turistici potenziando cultura dell'accoglienza, politiche di promozione integrate a livello regionale (anche un eventuale "marchio di distretto") e tutela dell'ambiente, in quanto il turismo può costituire uno dei principali driver per lo sviluppo.
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