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La legalità passa pure dalla formazione

di Loredana Nicolò - Gazzetta del Sud
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Ne parleranno i magistrati Pignatone, Di Landro e Ayala con Cavallaro.


C'è un grande bisogno di legalità. Un bisogno innegabile, la cui soddisfazione è la base naturale per ristabilire trasparenza e "buone pratiche" in questa nostra società allo sbando. Un bisogno che, se non spontaneamente avvertito, va correttamente incentivato attraverso la formazione. possibilmente iniziando dalla scuola materna.

Questo, e molto altro, ha indotto l'Università Mediterranea a promuovere un incontro dibattito ai massimi livelli: su "Formazione e legalità", infatti, si confronteranno oggi – ore 15 nell'aula magna "Antonio Quistelli" – il procuratore capo Giuseppe Pignatone, il procuratore generale della Corte d'Appello di Reggio Calabria Salvatore Di Landro e il consigliere presso la Corte d'Appello de L'Aquila Giuseppe Ayala (già amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, rivestì anch'egli un ruolo di spicco nel pool antimafia palermitano); in veste di moderatore Felice Cavallaro, l'inviato del "Corriere della Sera" che da circa vent'anni segue fatti e misfatti di mafia.

A presentare l'iniziativa - fissata a 2 mesi dall'ordigno fatto esplodere davanti la sede della Procura generale in via Cimino -, ieri mattina, il rettore Massimo Giovannini, affiancato dal direttore amministrativo Antonio Romeo e dal prof. Francesco Manganaro, delegato del Rettorato ai rapporti istituzionali.

"Non intendiamo solo rinnovare la vicinanza a magistrati e forze dell'ordine in prima linea contro le organizzazioni malavitose – osserva Giovannini – ma, essendo tradizione della "Mediterranea" trattare il tema della legalità insieme a studenti e corpo docente, come attesta, da ultimo, il corrente anno accademico inaugurato dalla prolusione del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intendiamo occuparci concretamente della formazione dei nostri giovani. Il perdurante radicamento della piovra mafiosa, infatti, condiziona e inibisce lo sviluppo del territorio. E questo, a mio avviso, è il nodo della perdurante questione meridionale".

E dove non c'è cultura non può esserci sviluppo. "Ecco perché – prosegue il rettore – auspico una formazione su larga scala, possibilmente a partire dalla Materna, per far comprendere che stare fuori dall'illegalità conviene. L'Università può ambire a farsi carico della formazione, magari realizzando una rete che s'impegni a promuovere azioni di legalità nei rispettivi territori".

Quanto l'impegno per l'odierna iniziativa sia perfettamente nel solco della tradizione della "Mediterranea" lo ha ribadito anche il prof. Manganaro, secondo il quale nel ruolo rivestito dall'Università, e dal suo corpo docente, rispetto al contesto territoriale c'è posto per "risposte serie e costanti ad una comunità il cui problema è quello di essere poco presente e coinvolta. Perché il ruolo di "educatori" non può prescindere da un contesto di normalità che in questa città, come nel resto della regione, stenta ad affermarsi".

All'odierno incontro dibattito, aperto a tutta la cittadinanza oltreché ai giovani, hanno aderito numerosi rettori tra i quali Roberto La Galla di Palermo, Raimondo Pasquino di Salerno (che è anche vice presidente della Conferenza dei rettori delle Università Italiane), Francesco Rossi della Napoli 2, nonché Laura Manca in rappresentanza di Attilio Mastino dell'Università di Sassari e Pietro Fantozzi delegato del rettore dell'Unical, La Torre.

A riferire del placet incassato dal consiglio degli studenti, tramite il presidente Boris Modafferi, è stato il direttore amministrativo, il quale ha auspicato una «massiccia presenza» degli universitari "ai quali stanno veramente a cuore le sorti di questa città" in cui l'Università aspira ad essere «roccaforte di Cultura e Legalità, valori fondamentali che ritroviamo anche nello statuto dell'Ateneo».

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