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La periferia delle ambizioni frustrate
di Monica Lang - Il Sole 24 Ore (Lombardia)
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
La città in espansione.
A metà strada tra l'infinita periferia di Pentesilea e Trude – due delle Città invisibili che compongono l'immaginario atlante di Italo Calvino – si colloca Cortesforza. «Centro in espansione commerciale e residenziale, vicinanze tangenziale Ovest », Cortesforza è interprete protagonista della narrazione di Giorgio Falco ne
L'ubicazione del bene
, seconda prova del 43enne scrittore milanese. Non-luogo irreale per definizione, è situata nell'hinterland milanese, sul bordo sfrangiato della metropoli in espansione. In una periferia anonima e alienante, che dalla serialità delle villette bifamiliari, box doppio e taverna, trae identità, Falco celebra a Cortesforza la disfatta di un miraggio, insieme alla piatta rassegnazione dei suoi protagonisti.
"Cortesforza è ogni luogo – spiega l'autore – ma ho voluto creare una precisa topografia milanese. La s minuscola di sforza prevede un ridimensionamento della Storia. Cortesforza è un prodotto qualsiasi, un nickname, l'apoteosi della merce che diventa luogo".
Milano, nei racconti di Falco, è evocata attraverso le nevrosi dei personaggi – "undici chilometri da Milano, una lunga sequenza di semafori, in orario di punta undici chilometri sono 45 minuti, un'ora e mezza al giorno" – ma la sua assenza è concreta e tangibile. "Milano è un'ombra,onnipresente, generatrice di modelli mutuati in miniatura da altre città – racconta – la dispersione fisica nel territorio, benché sembri un paradosso, è una forma indiretta di controllo, oltre che un investimento per edilizia, finanza, industria automobilistica: qui il processo è iniziato a metà degli anni '70".
Un prototipo di sviluppo, urbano ma non solo, che rende città e periferia un unicum indi-stinto, complici di un malessere diffuso. "Per usare un brutto neologismo – chiarisce Falco – la villettizzazione di Cortesforza si è estesa a Milano, alla Lombardia, all'Italia.Gli scarti di Milano tornano indietro e la concimano con un fertilizzante chimico. Ambizioni frustrate e alienazione sono sentimenti comuni, anche se rimossi. Cortesforza è quello che mangi, respiri, le rate di un finanziamento, la pioggia che senti sul tetto, il pappagallo che non riesce più a parlare, il gatto che muore investito. Per questo, di solito, i lettori preferiscono leggere altro. E se leggono letteratura che narra queste cose, le vogliono ambientate negli Stati Uniti. È più consolatorio.
Falco, che a Milano è nato e cresciuto, e ora si definisce "un precario della letteratura intento a lavorare a un racconto lungo che uscirà nel 2010", è scettico anche sulle prospettive future di una città "dove anche respirare è difficile. La questione ambientale è un grande problema ma non c'èla volontà di risolverlo, se non con provvedimenti episodici e slogan. Lo sviluppo urbano del Comune, se paragonato alle città europee alle quali Milano tende, è ridicolo: basti pensare alla qualità del servizio di trasporto pubblico, al verde, alle piste ciclabili. Lo sviluppo suburbano milanese è anche peggiore, segue le regole dello "sprawl", ovvero, nessun progetto, se non quello di accumulo. Un tempo una casa, un capannone avevano una funzione: oggi l'unico senso del capannone è il capannone in sé, non importa utilizzarlo, conta la possibilità di costruirlo. In questo Milano e l'hinterland sono un contenitore perfetto». Il bene – immobiliare – è un'ossessione che attraversa il libro. Tanto più ampia è la gamma dei suoi accessori, maggiore è l'illusione di poter mitigare l'angoscia nei protagonisti. «Quando lavoro e amore tendono a frantumarsi, ci si aggrappa a quello che si trova – spiega l'autore – qualcosa di solido, come una casa, che può crollare da un momento all'altro, con un pignoramento. Ma può anche accompagnarti per trent'anni, invecchiare con te. Il bene è la ricerca di senso, ma il senso è qualcosa che svanisce appena si materializza, anche solo in una forma evanescente".
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