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La ricetta per evitare la fuga dei cervelli

di Guido Tabellini - Il Sole 24 Ore (Lombardia)
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Per il Rettore della Bocconi di Milano, Guido Tabellini, la ricerca è una cosa e i ricercatori sono un'altra.
Confondere i due piani sarebbe sbagliato.
Nessuna buona ricerca può essere portata avanti senza dei buoni ricercatori. Fin qui parrebbe ovvio. Ma Tabellini spiega il perché non sempre è così scontato, almeno peri politici.

"Spesso i governi, locali e nazionali, finanziano un progetto, un'iniziativa, senza pensare che poi la qualità del risultato dipende essenzialmente da chi la porta avanti- dice il rettore- Io ritengo quindi chei finanziamenti vadano meglio finalizzati per trovare risorse umane adeguate, prima ancora che per pagare un'idea".
Se poi è di ricerca che vogliamo parlare, allora va precisato che "è la comunità scientifica internazionale che deve indirizzarla, noni governi", precisa Tabellini.

Per il Rettore della Bocconi questo è il secondo grande limite della politica italianae regionale. "Quando si decide di finanziare un progettospiega - lo si fa in modo molto generico, dando dei titoli poco concreti o troppo ampie ambiziosi. Ma nessuno ha mai scoperto niente sapendo prima ancora di cominciare dove sarebbe arrivato".

Per Tabellini quindi, una volta individuato il settore degno di ricevere un sostegno finanziario, la politica deve lasciare il passo agli scienziati. Cioè alla comunità scientifica, che almeno ogni semestre redige il suo peer-review, una sorta di documentazione in cui si indicano i migliori e più concreti progetti di ricerca da supportare. «Ricerche troppo generiche e non finalizzate non creano qualità», aggiunge Tabellini.

Poi, a proposito di finanziamenti,c'è la questione degli istituti pubblici e degli istituti privati, che riguarda più il piano nazionale che quello regionale, come precisa lo stesso Tabellini. Per il rettore milanese quello che manca è la concorrenza, che deve essere supportata dalle giuste risorse.

"Credo che non sia un peccato chiedere agli studenti di pagare l'istruzione che ricevono, ovviamente utilizzando tutti i supporti e le agevolazioni di cui hanno bisogno dallo Stato, se si trovano in situazioni di difficoltà economicaconclude- Quando un istituto deve vivere delle iscrizioni allora sarà più attentoa garantire qualità, a dare maggiori certezze per il futuro, starà attento a non perdere di vista le opportunità del mercato. Mentre le sovvenzioni pubbliche creano università pericolosamente staccate dalla società, che possono permettersi anche di offrire poco ai propri studenti.
Le università private invece devono sempre stare attente.
Bisognerebbe potenziare gli aiuti alle persone, ma fatto questo le Università potrebbero essere completamente private e concorrere fra loro".
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