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La valutazione ci riprova
di Giovanni Urbani* - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
INTERVENTO
La valutazione nella Pubblica Amministrazione è sempre stata un argomento misterioso, oppure relegata al ruolo di adempimento formale. Il ministro della Pa Renato Brunetta, con le norme del DL 112/2008 e poi con la legge delega sul pubblico impiego, sta cercando di invertire la rotta.
Molte le novità positive, come la misurazione reale delle performance dei dipendenti e l'obbligo agli enti di dotarsi di standard qualitativi per gli obiettivi da raggiungere (rendendoli noti ai cittadini); tra i punti più controversi, invece, una riforma della dirigenza a metà che, con una retribuzione di risultato minima del 30%, sembra portarci indietro nel tempo, quando i dirigenti erano sotto il dominio incontrastato della politica (che sceglie il nucleo di Valutazione). Un processo difficile, avviato però in modo imprenditivo.
Il Governo è delegato ad adottare entro nove mesi decreti legislativi per consentire la reale attuazione della legge delega: il 2009, anno europeo dell'innovazione, sarà allora l'anno decisivo per elevare la cultura della valutazione "bonsai" della Pa italiana?
Di questi temi si occupa l'associazione italiana di Valutazione (Aiv) che organizza a Cagliari, il 27 e 28 marzo, gli Stati generali della valutazione pubblica con il XII Congresso Nazionale. Il tema scelto per il congresso «La valutazione per una Pubblica amministrazione responsabile e trasparente» intende indicare, alla molteplicità di approcci e di tematiche oggetto di ricerca e di lavoro per gli studiosi italiani, il terreno sul quale il valutatore concretizza la propria responsabilità nei confronti dell'intera collettività. Nel dibattito sul percorso che le amministrazioni pubbliche stanno compiendo (o inizieranno), la definizione del rapporto con i cittadini diventa, infatti, strategica per dare contenuto tanto agli obiettivi di efficacia, efficienza e qualità che esse si pongono, quanto agli approcci, ai metodi, agli strumenti che la valutazione ha maturato e continuamente rielabora.
Al Congresso di Cagliari, organizzato in decine di appuntamenti, parteciperanno i maggiori esperti nazionali del settore, studiosi e professionisti, che discuteranno della valutazione nella Pa in tutte le sue declinazioni: i percorsi nella valutazione delle politiche, le metodologie per la valutazione, la valutazione come strumento di miglioramento della Pa, la valutazione delle performance, valutazione e problemi di governance.Gli stati generali dei valutatoridella Pa sono quest'anno di assoluto rilevo, sia per quanto seminato nei precedenti anni sia per l'effetto Brunetta oggi. Da Cagliari intende partire un messaggio chiaro: la diffusione della cultura della valutazione è un valore determinante per realizzare davvero l'efficienza e l'efficacia dell'azione pubblica.
*Segretario Aiv
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