Image

Le eco-strategie? Vincenti

di Luca Dello Iacovo - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.



Ricerca Sodalitas-Gfk Eurisko. Il ruolo della responsabilità sociale nell'opinione dei manager.


I big concordano: creano vantaggi competitivi per il futuro.


Il verde diventa oro: investire sull'ecologia è una scelta strategica per la crescita economica. A partire dal risparmio energetico, dalle fonti rinnovabili e dal riciclo. La Fondazione Sodalitas e GfK Eurisko hanno intervistato i leader di 44 tra le 75 aziende associate che, insieme, generano un valore pari al 25% del Pil italiano. Scommettono sulla responsabilità sociale d'impresa. E dimostrano che la sostenibilità ambientale non è un costo, ma un investimento di lungo periodo per lo sviluppo.

St Microelectronics, per esempio, ha scelto una strategia integrata: ha tagliato le emissioni di anidride carbonica fino a sette tonnellate al giorno attraverso progetti per la mobilità ecologica, in modo da tagliare i consumi inquinanti dei trasporti. Ha allo stesso tempo ridotto gli sprechi di acqua (70%) e di elettricità (65%). Poi ha lanciato iniziative per il riciclaggio che riguardano fino al 96% degli scarti. Poste Italiane, invece, sostiene l'energia "verde": ricava la metà del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e ha la flotta di mezzi a metano più grande d'Europa.

«Secondo le aziende intervistate, il cambiamento è inevitabile, sottolinea Ugo Castellano, consigliere delegato della Fondazione Sodalitas. Gli investimenti in ricerca e sviluppo diventano prioritari: cambiano i processi industriali allo scopo di ridurre l'utilizzo di materie prime, incrementare il riciclo e migliorare la qualità».

In Italia il 50% degli input peri processi produttivi arriva da materiali ricavati dal riciclo di scarti urbani e industriali. Ogni anno Vodafone recupera batterie, cellulari e accessori fino a 300mila pezzi: trova una miniera di plastiche e metalli. L'impegno nelle politiche ambientali è profondo. Eni è tra le dodici multinazionali italiane incluse nel Dow Jones Sustainability Index: è una classifica che riunisce 316 imprese a livello globale impegnate nella sostenibilità, per un fatturato complessivo di 7.257 miliardi di euro. Terna valorizza anche la biodiversità con progetti per la tutela dei volatili, in collaborazione con la Lega italiana per la protezione uccelli (Lipu).

Ma l'attenzione per la scarsità di risorse disponibili sul pianeta arriva da lontano: all'inizio degli anni Settanta, il Club di Roma commissiona al Mit di Boston una ricerca destinata a cambiare le prospettive sulla crescita economica: «I limiti dello sviluppo ». Da allora l'interesse per l'ecologia ha coinvolto l'intero tessuto produttivo. Che adesso scommette con decisione sulla crescita verde. Ma a velocità diverse. «Nelle multinazionali la responsabilità sociale arriva dal background e dalla cultura interna all'organizzazione, invece nelle aziende piccole e medie dipende dall'impegno personale di manager o di imprenditori illuminati », sottolinea Castellano. Più che la dimensione, dunque, conta il reale interesse per la sostenibilità. Tanto che alcuni manager accettano di guidare autovetture ecologiche e di limitare i chilometri percorsi. E danno l'esempio agli altri dipendenti. «Magari è percepita come una perdita di status, ma giova all'ambiente»,aggiunge il consigliere delegato della Fondazione Solidas.

Ha radici antiche l'impegno italiano per la responsabilità sociale verso le persone. Ai primi del Novecento, per esempio, la Falck ha costruito abitazioni e infrastrutture per i suoi addetti. La tradizione è cresciuta nel tempo. Intesa Sanpaolo sostiene le organizzazioni non profit e le imprese sociali con Banca Prossima, dedicata al terzo settore: ha impieghi per 205 milioni di euro e 7mila clienti. Unicredit finanzia progetti di solidarietà nei paesi in via di sviluppo: per esempio, collabora in Burkina Faso e Benin con organizzazioni non governative. Al mondo del lavoro e al territorio guarda la Fondazione del Credito Valtellinese con il programma Jobmatch: la banca lombarda si trasforma così in una piattaforma per l'incontro tra giovani e occupazione. Eppure la ricerca della sostenibilità sociale diventa anche una scommessa sulla creatività imprenditoriale. Di recente la Fondazione Accenture ha lanciato «IdeaTRE60»: è uno spazio di discussione per coinvolgere le persone nello sviluppo di idee e progetti.

La valorizzazione del capitale umano trova un impulso nella sfida delle pari opportunità: tra le 75 aziende intervistate nello studio della Fondazione Sodalitas, le donne arrivano fino al 64% dei lavoratori e al 40% dei dirigenti. L'Oreal, per esempio, ha lanciato un programma di studio per giovani ricercatrici, «Women for science», attivo in quaranta nazioni. E le donne compongono il 37% dei comitati di direzione all'interno della multinazionale francese.

L'attenzione per la sicurezza sui luoghi di lavoro diventa un punto di forza per la crescita competitiva. Enel ha messo in campo misure concrete, come un milione di ore per la formazione e investimenti per 105 milioni di euro. I risultati sono stati positivi: gli incidenti sono diminuiti del 50 per cento. Da dieci anni a questa parte Italcementi investe sul progetto «zero infortuni » rivolto ai dipendenti. Ma le risorse umane di un'azienda sono uno straordinario capitale per diffondere la cultura della responsabilità sociale: 135mila dipendenti della Ibm partecipano al volontariato d'impresa, un'attività retribuita che consente alle persone di donare tempo, esperienze e conoscenze. Arricchendo il tessuto locale di organizzazioni non profit, musei, scuole.
stampaStampa
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637