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L'ultima occasione per il Sud

di Sara Cristaldi - Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Ultimo treno per il Mezzogiorno d'Italia. Se è vero che in tempi di crisi si possono costruire nuove opportunità, la peggiore crisi degli ultimi 70 anni, qual'è quella in cui ci ritroviamo ad arrancare, potrebbe anche essere un momento di riscossa per il Sud. A maggior ragione se, per mettere benzina nel motore dello sviluppo, le leadership al comando (politiche, economiche e accademiche) cominceranno a guardare oltre i patrii confini. E in particolare al di là del Medi-terraneo, verso quel Nordafrica che oggi appare percorso da una sorta di "rinascimento", favorito dagli investimenti dei Signori dei petrodollari.

Due le cose da tener presente. Innanzitutto il fatto che, tempo due anni, i mercati mondiali (Maghreb e Medio Oriente compresi) usciranno molto diversi dall'attuale crisi. E quindi le trasformazioni vanno seguite fin d'ora con attenzione alla ricerca di nuove occasioni di business e di sviluppo. In secondo luogo l'inesorabilità del tempo che passa esaurendo la possibilità di usare meglio che in passato i fondi strutturali europei per le aree sottosviluppate, gli ultimi che arriveranno a beneficio delle Regioni Obiettivo1 (in seguito si sposteranno nelle aree arretrate della Nuova Europa). Ma per ora, purtroppo, pare proprio che ci siano più soldi che idee. More solito. Partite importantissime, dunque, e occasioni che nessuno può permettersi di perdere.

E qui entra in gioco la necessità di concentrare le risorse, di creare reti d'azione per poter giocare una partita con un peso diverso rispetto al passato. Sia che si tratti di Regioni, che di altri enti locali che di università del Sud. E sia che si tratti di azioni per lo sviluppo in patria sia di azioni nel Mediterraneo allargato, dove ovviamente solo il peso di aggregazioni efficaci può dare a istituzioni e imprese locali valore aggiunto rispetto a concorrenti agguerriti in arrivo da Germania, Francia e Spagna, solo per citarne alcuni. Quante possibilità di svolta? Alla luce di una miopia generalizzata, di un provicialismo pervasivo e in taluni casi di una malcelata arroganza, poche. È anche per questo che occorrerebbe arrivare, in tempi brevi, a quel ricambio di classe dirigente chiesto dagli studenti di Reggio Calabria e auspicato dal presidente Giorgio Napolitano nella sua vista della scorsa settimana.

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