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L'università punta sull'eccellenza

di Benedetta P. Pacelli - Italia Oggi
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Ricerca di qualità per gli scatti biennali e l'accesso ai Prin.


Il senato ha dato il primo via libera al decreto sull'università. Ora, un altro passaggio alla camera, previsto per la prossima settimana, e il provvedimento con il quale il ministro dell'istruzione ha affrontato i nodi più urgenti del sistema universitario italiano, diventerà legge. Il testo, approvato così come era uscito giovedì dalla commissione istruzione, ha incassato il sì della Lega nord e del Pdl, ma non quello del Pd che insieme all'Idv ha votato contro, mentre l'Udc, per protesta, non ha partecipato ai lavori.

I punti della riforma. Diverse le novità rispetto al testo uscito dal consiglio dei ministri lo scorso 7 novembre: gli emendamenti proposti dal relatore al testo Giuseppe Valditara puntano a colpire in modo particolare i docenti fannulloni e introducono l'obbligo per gli atenei di rendere più trasparente l'uso delle risorse. E ancora, nuove procedure per le commissioni concorsuali e strumenti per richiamare i cervelli fuggiti all'estero. Più qualità per i docenti. Giro di vite sui professori che, se non realizzeranno ricerche di qualità, non solo avranno una busta paga più leggera dovuta al dimezzamento degli scatti biennali, ma verranno anche tagliati fuori sia dai bandi Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale) sia dalla partecipazione alle commissioni per i concorsi. Tra le altre novità introdotte dagli emendamenti la costituzione di una anagrafe, aggiornata annualmente, presso il ministero con l'elenco dei docenti e ricercatori e le relative pubblicazioni. Turn-over.

Il decreto conferma il blocco delle assunzioni nelle università che, alla data del 31 dicembre di ciascun anno, abbiano i conti in rosso e per gli atenei con deficit l'esclusione, per il 2008-2009, dai fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori. Scatta, invece, il parziale sblocco del turn-over (che passa dal 20% al 50%) negli atenei virtuosi a patto che il 60% dei soldi sia speso per reclutare i giovani. Commissioni. Correttivi significativi anche sulle procedure per la composizione delle commissioni: il testo, nella sua versione originaria prevedeva, infatti, un numero di docenti ordinari superiore a quelli disponibile negli organici degli atenei. Ecco perché, uno degli ultimi emendamenti prevede che quando non sarà sufficiente nemmeno il ricorso ai settori affini il sorteggio avverrà tra i soli professori presenti. Intanto, per evitare la pioggia di ricorsi sono stati riaperti fino al 31 gennaio 2009 i termini per partecipare a quelli in atto.

Trasparenza. I rettori in sede di approvazione del bilancio consuntivo dovranno pubblicare i risultati delle attività oltre che i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati, in caso contrario si rischiano penalità nell'assegnazione dei fondi. Insomma l'università italiana come ha dichiarato Valditara «finalmente cambia marcia, e dopo tanti anni di chiacchiere si è avviato un processo serio di risanamento. Tutte le novità aggiunte completano il testo del governo che per la prima volta ha collegato la responsabilità all'autonomia, facendo sì che i finanziamenti siano d'ora in poi correlati agli obiettivi perseguiti». Apprezzamento anche da parte della Conferenza dei rettori che però ha sottolineato la necessità che ad esso seguano al più presto misure più organiche sugli altri punti chiave: valutazione, governance, reclutamento, del dottorato di ricerca, del sostegno e rilancio della ricerca.

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