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"La crisi potrebbe essere una straordinaria occasione per spazzare via la classe dirigente incompetente che abbiamo in Italia e far emergere i più bravi, bisogna vedere se siamo capaci". E' la sfida che Roger Abravanel lancia intervenendo durante la presentazione del suo ultimo lavoro editoriale, "Meritocrazia: quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco, più giusto", ieri alla Facoltà di Economia della Federico II. "I migliori giovani campani devono poter acceder alla migliore formazione in qualsiasi parte del mondo", aggiunge, "soprattutto devono poter aver fiducia nella Giustizia".
Parte dalla definizione precisa di meritocrazia come un sistema di valori che fa emergere l'eccellenza indipendentemente dalla provenienza; Roger Abravanel passa poi in rassegna, davanti ad una sala gremita di studenti, la quaterna delle sue proposte; si sofferma sull'importanza dei tempi nella Giustizia civile e propone il presidente del Tribunale di Torino come commissari ad hoc, quindi propone dei test di valutazione nazionali per qualificare le competenze degli insegnanti, e accusa le aziende di non saper stare in un mercato concorrenziale. Infine avanza la proposta di una sorta di quote rosa aziendali, "nell'interesse", spiega, delle stesse imprese, "perché le donne hanno una maggiore capacità di comprendere le dinamiche umane".
RIFLESSIONI
Temi che hanno dato vita a tutta una serie di spunti di riflessione sull'importanza della meritocrazia per lo sviluppo del territorio, soprattutto in una fase di crisi. Pina Amarelli, presidente de "i Centenari", raccoglie la sollecitazione sui Consigli di amministrazione al femminile, sottolineando come le donne sappiano "non avere vincoli di appartenenza e tendano a rompere gli schemi", doti estremamente utili in azienda. Secondo Amarelli perché al Sud si torni ad un sistema meritocratico è fondamentale "un'inversione culturale". Dello stesso avviso il rettore della Federico II Guido Trombetti :"quello meritocratico - sostiene - è un metodo attraverso il quale si riesce a star meglio tutti". Quindi sull'Università e la scuola italiana, ferocemente dipinte dai dei test Pisa, aggiunge: "Stiamo lavorando sulla cultura della valutazione, un elemento fondamentale nel mondo scientifico, ma il problema deve coinvolgere tutto il sistema scolastico". Sempre dal mondo dell'Accademia, analoghe considerazioni arrivano dal preside di Economia Achille Basile, che sostiene, "l'Università, per antonomasia, deve essere una struttura meritocratica".
LIBERALIZZAZIONI
Della positività dell'apertura del mercato e di liberalizzazione dei servizi hanno parlato Antonio Nucci, direttore del Banco di Napoli, che ha spezzato una lancia a favore delle Pmi italiane e campane, che "sanno stare in modo competitivo anche sui mercati esteri" e Paolo Bellomia, in rappresentanza degli Industriali. Quindi l'assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta si è soffermato sull'esigenza di "una nuova qualità della cittadinanza" e dell'importanza di ritrovare il valore dello strumento del voto. "Proposte che cercano di mettere in moto la cultura della meritocrazia", commenta il professor Riccardo Mercurio,"nel Sud il problema è maggiore, perché siamo disabituati al confronto, che potrebbe invece innestare meccanismi importanti".
L'autore: Licenziare i fannulloni? Giusto, ma va premiato chi vale.
Una classe dirigente di eccellenze nel settore pubblico, maggiore concorrenza economica, migliore qualità dell'insegnamento e più donne leader: ecco le "quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco, più giusto" ed eliminare il gap tra nord e Sud. Sono la sintesi della lunga esperienza professionale che Roger Abravanel, per trentaquattro anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali in Europa, America ed Estremo Oriente, ha voluto sintetizzare, nel suo libro, in una perfetta quaterna. "Che cos'è la meritocrazia? Licenziare i "fannulloni" nel settore pubblico? Eliminare le raccomandazioni? Nulla di tutto ciò", commenta l'autore, ieri alla presentazione del volume alla Facoltà di Economia della Federico II. "Licenziare i "fannulloni" è sacrosanto, ma cosa fare dei milioni che non sono fannulloni e che bisogna valorizzare?". La risposta, dunque è "prendere persone al top che sappiano coinvolgere i giovani, rendere trasparente il merito nelle strutture educative per cercare più eccellenza e equità, introdurre più concorrenza e avere più donne nei CdA delle società quotate".
L'idea: quote rosa anche in azienda.
Le quattro proposte per migliorare l'Italia
- Lanciare una delivery unit ("unità di consegna") simile a quella utilizzata da Tony Blair per "consegnare" ai cittadini miglioramenti concreti e misurabili nella qualità del settore pubblico.
- Creare un sistema di testing nazionale standard per misurare la qualità della nostra scuola e il merito di insegnanti, che sono l'unica vera leva per aumentare il merito degli studenti.
- Introdurre una Authority per i servizi locali (commercio, turismo, trasporti), che sono una parte essenziale dell'economia e che oggi sono vittime di policies anti-concorrenza e produttività perché la devolution rende le amministrazioni locali sempre più preda delle lobby locali.
- Introdurre una normativa o codici di comportamento per i Consigli di Amministrazione delle società quotate simile a quella Norvegese, che impone che il 40 per cento dei membri di un CdA siano donne.
Sette regole per i giovani che cercano lavoroDO DON'T
- Ricerca meriti ed eccellenze Evita nepotismi e coinvolgimenti familiari.
- Enfatizza sulla forza dei tuoi Valori Non enfatizzare quanto e cosa sapere.
- Essere Ottimista Pessimismo che blocca.
- Farsi le ossa fuori dall'Italia.
- Scegliere di lavorare dove si valorizzano Le risorse umane.
- Avere passione Essere stanchi e disillusi.
- Considerare anche i benefici del fallimento. Essere cauti ma immobili.