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Napoli al centro del Mediterraneo
di Marzia Parascandolo, Il Denaro
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Analisi del contesto, impegno sul fronte legalità, migliore gestione delle risorse e investimenti infrastrutturali. Sono aspetti su cui la città di Napoli deve lavorare se vuole "aggredire" il Mediterraneo e rientrare nella competizione economica internazionale. A evidenziarli, esponenti del mondo accademico e imprenditoriale in occasione del terzo e conclusivo incontro dal titolo "Napoli: lo sviluppo economico nell'ottica mediterranea", svoltosi lunedì 18 maggio presso l'Auditorium del Royal Continental Hotel di Napoli, nell'ambito dell'iniziativa Forum città nuova promossa dai Rotary Club partenopei.
Napoli e il Mezzogiorno al centro del Mediterraneo. Ma quali sono gli strumenti concreti per realizzare questa centralità? Ne hanno discusso Cristiana Coppola, vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, Enzo Giustino, presidente del Banco di Napoli; Adriano Giannola, presidente della Fondazione Banco Napoli; Riccardo Mercurio, ordinario di organizzazione aziendale presso la Facoltà di Economia della Federico II e Mario Mustilli, Pro-Rettore della Seconda Università di Napoli. A moderare l'incontro-dibattito Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania.
"Spesso si commette l'errore di pensare che il Mezzogiorno sia solo Napoli – afferma Cristiana Coppola – ma ci sono ben otto regioni diverse che lo compongono. Spingere affinché l'intero contesto sia competitivo come quello di qualunque altra regione d'Europa significa agire contemporaneamente su più fronti: interventi di ordinaria (e non si stra-ordinaria) amministrazione, impegno sulla legalità e gestione adeguata delle risorse". Le linee-guida di Confindustria per lo sviluppo del Mezzogiorno convincono anche Mercurio, che ribadisce la necessità di investimenti infrastrutturali "per sostenere le dinamiche di incremento dei flussi logistici, sviluppo turistico e integrazione culturale. Anche se i tempi e il coordinamento dell'azione restano i veri punti deboli".
Napoli, dunque, deve inserirsi in una prospettiva mediterranea per non restare fuori dai giochi della concorrenza, "ma oggi Milano ha più chance di essere la capitale del Mediterraneo – sostiene Giannola – la realtà è che il sud non riscuote più alcun interesse, il sistema-Paese sembra non volersene occupare. Il federalismo è l'ultima mossa per realizzare una 'scissione dolce'. Forse solo l'attuale crisi può rappresentare una concreta opportunità di ripresa". Mustilli, invece, sottolinea la necessità di un'auto-valutazione dei propri comportamenti: "investendo in infrastrutture non si fermerà il flusso migratorio di giovani verso il nord e verso l'estero. Bisogna ricostruire il tessuto sociale, analizzando lo stretto rapporto tra capitale relazionale e tassi di crescita delle economie locali".
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