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Nodi metropolitani, lo sviluppo procede con poche sinergie

Il Sole 24 Ore
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L'Oti, oltre ai corridoi, mette sotto al microscopio i principali "coaguli" della mobilità del Nord-Ovest, valutandone l'evoluzione: i nodi metropolitani, i porti, i collegamenti dalla Liguria verso la Francia o la Toscana, o ancora l'arco pedemontano. In quest'ultimo caso il cruccio è l'assenza di un approccio organico: la grande pianura ben si presterebbe a ospitare una rete stradale efficacemente alternativa all'asse autostradale che la taglia da Torino a Trieste. Ma, pur presente da decenni come teorico obiettivo istituzionale, l'idea ha trovato finora limitata attuazione anche «a causa – rileva il dossier – della complessità delle politiche urbanistiche comunali che, di fatto, ne hanno compromesso il tracciato originario».
In Piemonte, dove si è investito solo sul tratto autostradale Asti-Cuneo, manca la previsione di una Pedemontana subalpina unitaria ( esistono al contrario, e sono finanziate, la Lombarda e la Veneta). La fotografiadel nodo metropolitano di Torino è un'immagine in movimento. La trasformazione urbanistica ha avuto una visibile accelerata con la concomitanza di Olimpiadi 2006 e nuovo Piano regolatore generale. Prosegue il grande intervento sul passante ferroviario ( complesso di linee, 13 km nel cuore urbano, lavori in 3 macrolotti, il primo quasi ultimato) destinato a incidere profondamente. Cantieri aperti: nel secondo lotto, anche la nuova stazione di Porta Susa, futura "number one" di Torino, al posto di Porta Nuova. La linea 1 del metro, già programmata per l'evento olimpico, procede fra Porta Nuova e Lingotto. La Regione ha dato l'ok ai preliminari per il prolungamento Ovest ( costo 220 milioni) e Sud (281 milioni), ma a dicembre non è venuto l'atteso placet finanziario del Cipe. Prende forma l'idea della linea 2 (1,2 miliardi): nel 2009, preliminare e richiesta di finanziamento. Sullo sfondo, il progetto di creare un sistema ferroviario metropolitano, finito il passante (2011). Pochissime nuove sulla tangenziale Est (550 milioni), porzione da sempre mancante all'anello torinese, e sul nuovo asse di corso Marche (500 milioni), "appeso" alla Torino-Lione.

A Genova, dove è al via uno sperimentale debat public voluto dal sindaco Marta Vincenzi per scegliere fra 4 il tracciato della Gronda di Ponente (4-5 miliardi), sarà un 2009 di cantieri: nodo ferroviario (623 milioni, fine lavori nel 2015) e intervento su Lungomare Canepa con prolungamento della strada a mare, si aggiungono agli scavi, in corso, per portare la metropolitana da De Ferrari, dove finisce, alla stazione Brignole. Molto si dibatte infine di Gronda di Levante e di tunnel della Val Fontanabuona, mentre di tunnel sub portuale si è addirittura smesso di parlare.
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