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Nogaro sempre "fedele" al Vangelo. "Non c'è futuro senza solidarietà"

di Pasquale Iorio* - BuongiornoCaserta.it

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Il nuovo libro di Raffaele Nogaro – intervistato e stimolato con arguzia da un giornalista esperto come Orazio La Rocca, Editore Laterza – può essere letto e interpretato come un vero e proprio testamento di una “chiesa militante”. Nella sua esperienza di oltre 26 anni di magistero (prima nella diocesi di Sessa Aurunca e poi in quella di Caserta) egli ha sempre posto a base del suo messaggio pastorale una interpretazione integrale del Vangelo e del messaggio di Cristo. Infatti, nella sua azione quotidiana al primo posto della sua attenzione vi sono i poveri, gli ammalati, i diseredati del mondo (così come appunto detta il Vangelo).

Si può ben dire (come si intitola un altro libro di recente pubblicato dal cardinale Dionigio Tettamanzi) che nella visione di Nogaro non ci “può essere futuro senza solidarietà”, in un mondo basato su valori forti come quelli della sobrietà, della giustizia sociale e del bene comune – l’esatto opposto dei messaggi fondati su un consumismo sfrenato, che tendono a prevalere nella moderna cultura di un neo liberismo imperante, nella versione casereccia del berlusconismo.

L’altro elemento che colpisce nella lettura del libro è la forte sottolineatura di una chiesa che non vuole rimanere chiusa nelle sue mura o ingessata nei riti burocratici delle alte gerarchie. La sua esperienza è per una “Chiesa di frontiera”, che si apre ai problemi del mondo (anche ai non credenti), ai cittadini provenienti da altre culture e religioni, che sta sempre a fianco delle persone che ogni giorno lottano contro ogni forma di violenza e di discriminazione . Non a caso i suoi principali interlocutori in questi anni sono stati i giovani dei centri sociali, le comunità degli immigrati e degli esuli, le varie associazioni di volontariato impegnate nella difesa dei fondamentali diritti umani e sociali (a partire dall’ambiente e dalla salute, dal diritto allo studio e alla casa). Nel testo vengono ricordate tante vertenze in cui Nogaro è stato protagonista a fianco degli operai in lotta per difendere il posto di lavoro e la dignità personale.

Un altro tema di frontiera su cui Nogaro si è sempre schierato con determinazione (a volte anche in contrasto con le gerarchi ecclesiastiche ed i potentati politici locali e nazionali) è quello della pace, che egli definisce “la vera parola laica del Vangelo”, su cui negli anni ha aggregato le migliori energie del mondo della cultura, dell’associazionismo giovanile (laico e cattolico).

A base di questi valori egli ha sostenuto con nettezza le battaglie per il diritto all’istruzione – anche nell’affermazione di una “civitas casertana”, che stenta a riconoscersi perfino nel nome anonimo della sua università. Non a caso egli considera la formazione, il sapere e l’apprendimento permanente come dei capisaldi su cui poter costruire un futuro dignitoso per le future generazioni, fondato su valori di cittadinanza e di partecipazione responsabile per affermare i fondamentali diritti umani, cristiani e sociali della persona. Solo da qui può emergere una speranza di cambiamento e di rigenerazione di una nuova classe dirigente da cui far partire il riscatto civile e sociale di Terra di Lavoro e del Sud.

Per ultimo non si può dimenticare il suo costante impegno contro la camorra ed ogni forma di prevaricazione, sempre a fianco dei movimenti e delle iniziative di lotta (promosse dai vari movimenti, in primo luogo dalla CGIL e dal movimento sindacale). Anche in questo caso spesse volte si è trovato isolato o incompreso, come nel caso dell’assassinio di don Diana la cui memoria ha sempre difeso con tenacia perché richiede un costo, la necessità di compromettersi a tutti i livelli (come ha sostenuto don Rosario Giuè in un suo bel libro).

Si può ben dire che da questo racconto, dalla sua ricca biografia, emerge una intensa testimonianza di vita e di resistenza cristiana, morale e civile (al pari di quella espressa dai grandi maestri che egli spesso richiama, come don Milani,don Tonino Bello, don Pugliesi, i cardinali Martini e Tettamanzi,senza trascurare figure del mondo laico come Antonio Gramsci).


*CGIL Campania
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