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Patto territoriale, ecco l'assemblea

Il Denaro

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Trasformare il patto territoriale della provincia di Benevento in un'agenzia per lo sviluppo locale. La proposta emerge nel corso dell'assemblea che segna il passaggio di consegne da Donato Callisto a Cosimo Rummo, nel ruolo di presidente dell'organismo. L'idea riceve il parere favorevole di Sandra Lonardo, intervenuta nel corso dell'incontro presso la sede di Confindustria a Benevento. Presente, inoltre, il direttore dell'associazione datoriale sannita, Sergio Vitale.

"Accolgo con favore la proposta", dichiara Sandra Lonardo, "e mi impegno a portarla all'attenzione del consiglio regionale e dell'assessore Andrea Cozzolino. Non è più tempo di buone intenzioni e di annunci. Oggi è ancor più tempo di passare dalle parole ai fatti, di mettere in atto, sul serio, le cosiddette 'buone pratiche'. E mi riferisco in generale all'utilizzo dei fondi europei".

Dodici anni di attività, 8,2 milioni di euro di infrastrutture, realizzate nei comuni di Benevento e Montesarchio, nove aziende finanziate che hanno investito complessivi 42,6 milioni di euro e realizzato 240 nuovi posti di lavoro. Sono questi alcuni dei numeri del patto.

"Soltanto l'azienda Vecchio Forno srl", ricorda Callisto, non ha ancora ultimato l'investimento a San Salvatore Telesino, dal momento che ha avanzato richiesta di antiracket e, dunque, subito varie proroghe". Il Patto territoriale di Benevento appartiene ai dodici patti di prima generazione. Come tale, sconta, nei primi periodi di vita, le difficoltà di una normativa poco chiara. Ciononostante, è tra quelli che hanno ricevuto maggiori finanziamenti.

Inoltre, ad oggi, ha uno stato di attuazione sia dei progetti industriali che delle opere infrastrutturali, al cento per cento. Dall'esame della situazione attuale il patto ha un totale di agevolazioni non utilizzate pari a quattro milioni 800 mila euro. "La nostra nuova frontiera", dichiara Rummo, "è consentire al patto di trasformarsi in Agenzia per lo sviluppo locale: ciò gli consentirebbe di diventare un strumento di rilancio sia per la produzione industriale che nel settore dei servizi". "Gli obiettivi principali", spiega il presidente, "in parte già raggiunti dall'organismo, sono creare nuovi posti di lavoro e favorire nuovi investimenti industriali. L'attività del Patto", conclude Rummo, "rappresenta un successo sia per la componente pubblica che per quella privata".

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