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Perchè Napoli può decollare
Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
La cultura di impresa fondamentale per cogliere le tante opportunità di rilancio che si offrono alla città.
Napoli tra quattro anni sarà per qualche mese al centro dell'attenzione mondiale come sede del Forum Universale delle Culture. Nel 2013 è previsto, nell'arco di tre mesi, l'afflusso in città di presenze di turisti e operatori per qualche milione di unità. Nel frattempo dovrebbe essere finalmente visibile almeno in parte il nuovo volto di Bagnoli e della Baia Flegrea, che, abbandonati siderurgia e altri comparti dell'industria pesante, saranno consacrati alla valorizzazione del turismo e della diportistica, della cultura, dell'impresa ecosostenibile.
Una delle prime realizzazioni sulla pista di partenza è il Polo Tecnologico dell'Ambiente. A Bagnoli nascerà un punto di riferimento nazionale e internazionale per aziende, istituzioni e per tutti i soggetti pubblici e privati che intendano sviluppare iniziative innovative nel rispetto dell'ambiente. A promuoverlo è l'Unione Industriali insieme con Amra (il centro di competenza regionale sul monitoraggio dei rischi ambientali), Camera di Commercio, Regione, Provincia, Comune e Bagnolifutura.
Altre importanti realizzazioni possono contribuire al rilancio della città. Sulla costa orientale sorgerà Porto Fiorito, uno scalo per la nautica da diporto, che costituirà nei prossimi anni un potente attrattore per un turismo di alto livello. Lo stesso porto napoletano, grazie alla realizzazione della darsena di levante, potrà quasi quadruplicare la disponibilità di spazi per container, il che consentirà a Napoli di rivaleggiare con grandi strutture portuali dell'Europa centrosettentrionale. L'ulteriore crescita di logistica e intermodalità, il completamento della nuova metropolitana e del sistema integrato di trasporti regionale, nel medio termine la nuova linea di alta velocità Napoli-Bari e la realizzazione di un nuovo aeroporto di livello internazionale a Grazzanise, la riqualificazione di uno dei centri storici più belli del mondo, possono ingenerare una crescita di traffici, di economie, di occupati, tale da ribaltare l'immagine attuale della città, ancora offuscata dalla grottesca vicenda dei rifiuti, avviata a definitiva soluzione solo dopo l'intervento politico del Presidente del Consiglio e quello operativo del suo Sottosegretario alla Protezione Civile.
A sottolineare le potenzialità di Napoli basta pensare allo straordinario successo del concerto al Teatro San Carlo tenuto da Riccardo Muti lo scorso primo maggio, ripreso in mondovisione anche se trascurato dalle principali emittenti italiane. E' quella la cartina di tornasole di cosa potrebbe diventare la città se solo venissero colte le opportunità generosamente concesse dalla natura, dalla storia, dall'arte. Sono bastati l'intervento del governo e dell'ente regionale, la nomina di un commissario capace, per trasformare in meno di due anni un teatro apparentemente in agonia, riproponendolo come maestoso contenitore di eventi di altissimo profilo.
Delle potenzialità di Napoli a tal riguardo ha mostrato adeguata consapevolezza il Ministro della Cultura, decidendo di assegnare in pianta stabile al capoluogo campano la sede del Festival Teatro Italia, dopo il successo contro tutto e contro tutti dell'anno scorso, appena usciti dal marasma rifiuti. Per vincere la sfida c'è bisogno di puntare sulla cultura d'impresa. Valorizzando le eccellenze industriali, improntando a criteri manageriali l'azione amministrativa, snellendo procedure e facilitando il compito di chi è preposto a creare sviluppo. Napoli deve creare le condizioni per poter attrarre investimenti esogeni, ma partendo dalla consapevolezza che, malgrado le difficoltà e persistendo le diseconomie, il territorio esprime già un tessuto ricco di saperi e capacità produttive, tecnologie, centri ricerca, abilità artigianali.
La città industriale ha una storia ricchissima, con primati che risalgono all'epoca borbonica, come la Napoli-Portici, prima tratta ferroviaria italiana. Ma l'industria a Napoli è anche presente e futuro. Quella di espressione locale poggia sulla piccola impresa, coprendo tutti i comparti. Con prospettive interessanti su numerosi fronti, dall'aerospazio, fino al biotech, dall'abbigliamento di alta qualità e dall'agroalimentare fino all'Ict.
L'Unione Industriali ha inteso ribadirlo in più occasioni, evidenziando i tanti valori espressi dalla principale metropoli del Sud. In questa pagina si colgono due di questi momenti: la nostra Assemblea 2008 alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lo scorso 21 ottobre, e la premiazione delle imprese partenopee di eccellenza, il successivo primo dicembre, da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In entrambi i casi, a fare gli onori di casa con il sottoscritto c'era la Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
E' una strategia di rilancio, non solo di immagine, che siamo determinati a continuare. A partire dalla prossima Assemblea del 26 giugno, alla quale interverranno alcuni tra i napoletani eccellenti che hanno promosso il nome della città in Italia e nel mondo. Napoli può e deve decollare. Lo dobbiamo ai tanti giovani qualificati e pieni di voglia di fare, che debbono poter trovare anche sul territorio adeguate risposte alle loro esigenze di lavoro e di crescita personale e professionale.
Giovanni Lettieri
,
Presidente Unione Industriali di Napoli
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