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Più spazio alla formazione

Cristina Casadei - Il Sole 24 Ore

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Marcegaglia: "Passare dall'attuale 30% al 50% delle imprese coinvolte".

"Non la registrano e non la valorizzano, ma non è vero che le nostre imprese non fanno formazione come dicono le statistiche europee che non fotografano correttamente la realtà italiana. Certo è che dobbiamo porci degli obiettivi più forti". Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ieri a Bergamo al convegno "La formazione continua e la competitività delle imprese: il ruolo dei fondi interprofessionali" si è rivolta a una platea affollatissima di imprenditori per sensibilizzarli a utilizzare gli strumenti della bilateralità.

Del resto proprio la bilateralità, per il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, è "il terreno più congeniale per portare avanti la cooperazione tra le parti sociali. Negli ultimi mesi abbiamo eliminato tutti i luoghi di attrito e nei prossimi dobbiamo cercare di sfruttare al meglio quei fondi derivanti dallo 0,30% che sono stati strappati con molta fatica al pubblico e portare avanti tutto ciò che abbiamo messo in piedi. Il nuovo sistema contrattuale ci aiuta".

Il primo obiettivo forte Emma Marcegaglia lo ha dato a Giorgio Fossa, presidente di Fondimpresa: "Solo il 30% delle imprese partecipa a Fondimpresa - dice Marcegaglia - . Entro poco tempo dobbiamo porci come obiettivo di arrivare al 50 per cento. È necessario mobilitarci tutti insieme per fare capire ai nostri imprenditoriche questo strumento è fondamentale". Già, perché "possiamo essere competitivi solo se facciamo un grande investimento in innovazione, formazione e capitale umano", sottolinea Marcegaglia.

Nella graduatoria internazionale Eurostat sulla partecipazione degli adulti al life long learning l'Italia appare distante non solo dall'obiettivo fissato da Lisbona, ossia il 12,5%, ma con il suo 6,3% appare molto indietro anche rispetto al 9,5% della media della Ue a 27. In un anno che sarà difficile per il lavoro "il concetto di formazione continua però è una necessità e un obbligo per chi ha interesse a mantenere un'occupazione". interpreta il vicepresidente di Confindustria per i rapporti sindacali Alberto Bombassei. E il professor Michele Tiraboschi aggiunge che "la maggior tutela per i lavoratori di oggi non deriva dall'articolo 18 ma dalla loro adattabilità e dalla loro occupabilità: in una parola dalla formazione. La grande sfida è creare un matching dinamico dove il traning faccia avvicinare la persona che cerca un lavoro alle esigenze di chi lo offre. Finora abbiamo lavorato soprattutto sul tema della flessibilità adesso è il momento di lavorare sulla formazione".

Alberto Ribolla, coordinatore del Club dei 15 (16 da quando si è aggiunta la provincia di Mantova) ricorda che "il nostro è un paese che si fonda sul manifatturiero e non potrà fare a meno della sua capacità produttiva. L'Italia ha la base per poter riprendere a crescere, ma non si può non tenere conto del fatto che il mondo che ci è stato riconsegnato dopo il 2008 è profondamente cambiato. Ciò ci obbliga a ripensarci e a reinventarci come imprese. Su questa trasformazione dobbiamo orientare la formazione".

Il punto di partenza, da quanto emerso dal convegno organizzato in collaborazione con il Consiglio centrale della piccola industria, Confindustria Bergamo, Fondimpresa e Fondirigenti, sono le linee guida dell'accordo del 17 febbraio tra ministero del Welfare, parti sociali e regioni. "Vanno nella direzione giusta per far sì che il 2010 sia veramente l'anno della formazione dice Marcegaglia - . Noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte". Non a caso, ricorda Fossa, "subito dopo l'approvazione delle linee guida Fondimpresa ha deciso di investire 50 milioni di euro per finanziare la formazione dei lavoratori che nel 2010 saranno collocati in mobilità".

Alla platea di imprenditori Fossa lancia un messaggio importante: "Dovete essere voi la guida del Fondo perché chi meglio di voi conosce le esigenze delle imprese? Il fatto è che degli associati di Confindustria solo un terzo fa parte di Fondimpresa". Fossa snocciola le cifre che illustrano l'attività di Fondimpresa. «Negli ultimi anni il Fondo ha distribuito circa 500 milioni di euro. Nel 2010, secondo le previsioni Inps, il gettito complessivo destinato dalle aziende aderenti ai 18 Fondi attivati supera il 60% degli oltre 800 milioni di euro provenienti dal contributo dello 0,30% a carico delle imprese. Fondimpresa con circa 200 milioni di euro rappresenta più del 40% della quota annua totale dei Fondi e circa il 25% dell'intero gettito dello 0,30 per cento». Il maggior fondo interprofessionale chiede a questo punto "il riconoscimento dell'autonomia dagli enti pubblici per poter gestire in maniera più veloce e con maggiore responsabilità le risorse", continua Fossa. "C'è la necessità di accelerare gli iter perché sarebbe un peccato avere dei fondi, avere imprese che li vogliono utilizzare, avere un'organizzazione che li sa usare e non poterli usare subito", aggiunge Marcegaglia.

Della necessità di "offrire strumenti rapidi, semplici ed efficaci per promuovere l'occupabilità dei manager rimasti senza lavoro" parla anche Renato Cuselli, presidente di Fondirigenti che dal 2004 a oggi ha visto lievitare le imprese iscritte da 8.642 a 12.677 e i dirigenti da 51.584 a 71.462, mentre le erogazioni sono state oltre 20 milioni di euro, di cui più di 10 milioni solo nel 2009. Lo scorso anno è stato per i manager italiani un anno difficile. "In 18 mesi abbiamo perso oltre 10mila posti di lavoro dirigenziale, quasi il 12% dell'intera categoria - ricorda il presidente di Federmanager, Giorgio Ambrogioni - . Quello dell'occupabilità è per noi un tema molto sentito e Fondirigenti è diventato per noi uno strumento di politica industriale".

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