Menu servizio
Newsletter
Diventa socio
Contatti
Articoli consigliati da AISLo
Menu principale 2
News
Servizi
Eventi
Aree di progetto
Chi siamo
Professioni in rete per lo sviluppo
di Giovanni Capozzi - Il Denaro
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
La rete dei professionisti italiani vale 2 milioni di addetti ed esprime il 20 per cento del Pil. E' una realtà che può innescare processi di sviluppo: questa la tesi sostenuta da Domenico Posca, dottore commercialista e già consigliere dell'Ordine di Napoli, in un fondo pubblicato sul Denaro del 10 ottobre. I professionisti, ricorda Posca, sono presenti in modo capillare sul territorio, rappresentano i saperi applicati, hanno contatti con ogni categoria produttiva. Quindi possono essere protagonisti nel favorire una logica "a rete" delle imprese, specialmente delle Pmi. Non è operazione facile - avverte Posca - perché occorre partire dalla mentalità degli stessi professionisti che devono avere più consapevolezza della loro forza.
Due milioni di esperti altamente qualificati, una realtà economica in grado di esprimere il 20 per cento del prodotto interno lordo del Paese.
E' la fotografia del mondo delle professioni in Italia, di quell'esercito dei "lavoratori della conoscenza" che stenta tuttavia ancora ad assumere quel ruolo trainante e di promotore di processi di sviluppo che pure sembra competergli.
La provocazione lanciata da Domenico Posca dalle pagine del Denaro, del resto, si regge su cifre e dati di fatto inoppugnabili.
Inoltre - va osservato partendo dalla riflessione proposta da Posca - poiché oltre il 60 per cento dei professionisti italiani sono giovani con meno di 40 anni, se si definisse una nuova strategia di "protagonismo delle professioni" sarebbe una scelta con evidenti opportunità di crescita professionale.
Perché tutto questo potenziale di conoscenza e di saperi si traduca in fatti - però - occorre che i professionisti superino - ed è questa un'altra faccia della riflessione di Posca - una visione parcellizzata delle loro attività, ragionando in un'ottica di rete e questo anche per favorire lo sviluppo di una serie di reti tra le imprese, specialmente fra le realtà piccole e medie che rappresentano la spina dorsale dell'economia del nostro Paese.
"La presa di posizione di Posca - afferma Maurizio De Tilla, avvocato, già presidente della Cassa forense, presidente del Comitato unitario delle professioni nonché numero uno dell'Adepp, l'associazione delle casse previdenziali privatizzate dei professionisti - è perfettamente in sintonia con la battaglia che larghi settori del nostro mondo vanno combattendo da tempo, ben consapevoli del ruolo cardine che possono giocare nella nostra società".
De Tilla da anni mobilita i lavoratori della conoscenza, invocando maggiore sensibilità da parte del potere politico verso le esigenze dei professionisti e, al contempo, promovendo una vera e propria presa di coscienza fra i propri colleghi. "In questo senso - aggiunge il numero uno dell'Adepp - è giusto il richiamo alla necessità di un cambio di mentalità: va favorito il dialogo interprofessionale e, soprattutto, i professionisti devono essere consapevoli della propria forza".
A Napoli c'è chi ha fatto della logica di rete e dell'interdisciplinarietà una vera e propria mission: è il penalista Andrea Cafiero, consigliere dell'Ordine forense partenopeo e promotore di Defensio, una struttura che offre consulenza professionale a 360 gradi. "I professionisti - dice Cafiero - devono effettivamente rendersi conto che possono e devono favorire il dialogo fra i saperi e che quindi, forti della loro competenza, possono promuovere processi di sviluppo. Si tratta anche da uscire da quell'angolo in cui il precedente esecutivo forse voleva relegarci. Alla fine - avverte - di questa nuova consapevolezza potrebbero avvantaggiarsi tutti: i singoli professionisti, che avrebbero nuove opportunità di spendere al meglio e più produttivamente le loro competenze, e il sistema-Paese che potrebbe avvalersi di uno sforzo coordinato di tanti 'saperi' che oggi troppo spesso si muovono e agiscono l'uno all'insaputa dell'altro".
Sull'aspetto organizzativo della rete dei saperi si sofferma Franco Tortorano, già presidente dell'Ordine forense di Napoli e oggi numero uno dell'Unione degli Ordini forensi della Campania, organismo professionale di cui è stato uno dei promotori. "Relativamente alla professione di avvocato - dice Tortorano - ritengo che l'esercizio della difesa del cittadino, diritto costituzionalmente garantito, attività fondamentale dell'avvocato, insieme ad altre forme di consulenza, vada integrata da attività professionali tipiche di altre categorie (cito ad esempio i medici legali, gli ingegneri o i dottori commercialisti)".
Secondo Tortorano tale integrazione di competenze, "del resto già attuata, va ulteriormente implementata anche grazie agli strumenti che le tecnologie Ict mettono a disposizione dell'utenza e ciò a tutto vantaggio dell'efficienza nell'esercizio delle prestazioni e nell'interscambio dei saperi di cui ogni categoria professionale è la principale custode".
Anche i dirigenti, ricorda Gabriele Acquaviva, già numero uno della Cida Campania, "hanno compreso la necessità di mettere i saperi in rete, di attivare sinergie, attraverso l'istituzione del Movimento alte professionalità. E questo per contare di più e, soprattutto, per fornire con maggore efficacia il loro contributo di competenza allo sviluppo del Paese. In quest'ottica - conclude Acquaviva - l'appello lanciato da Domenico Posca dalle pagine del Denaro non può che trovarmi completamente d'accordo".
E il presidente del Consiglio dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, Achille Coppola, aggiunge: "E' certamente necessario che i professionisti superino l'individualismo e siano consapevoli della propria forza. E questo a vantaggio di tutta la società italiana. Del resto proprio con questa consapevolezza è stata fondata a Napoli Impegno Civile, una realtà associativa nata dal mondo professionale a tutela del cittadino-consumatore".
"Lavoratori della conoscenza - sottolinea il presidente degli architetti napoletani Paolo?Pisciotta - è una suggestiva espressione, che racchiude una grande verità: oggi le competenze rappresentano una ricchezza immateriale che può produrre sviluppo reale, concreto. E crescita sociale. E noi professionisti dobbiamo essere consapevoli del ruolo che ci compete in questa sfida che abbiamo il dovere di raccogliere".
Stampa
Rassegna stampa
dicembre
novembre
ottobre
2011
2010
2009
2008
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637