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Puntare sul sistema dei giovani

di Eleonora Tedesco, Il Denaro
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Maggiori scambi tra i giovani, più intermodalità e più capacità di "essere" sistema. Sono gli ingredienti della ricetta che arriva dal convegno Mediterraneo 2010, Napoli capitale del Mare Nostrum per fare del capoluogo campano la porta dell'Europa e soprattutto concretizzare il ruolo di capitale del Mediterraneo, tanto evidente sul piano geografico, eppure carente dal punto di vista delle strategie geopolitiche. Su tutti il monito del presidente di Europa Mediterranea, Claudio Azzolini, che ha invitato i molti giovani intervenuti, a eleggere in Europa soltanto uomini competenti e consapevoli dell'importanza della loro missione per il territorio. L'ex onorevole lancia un forte allarme: L'Europa non è più attenta a sostenere l'asse Nord-Sud".


Milano capitale del Mediterraneo. E' il rettore dell'Università parthenope Gennaro Ferrara a lanciare questa, che non sembra poi tanto una provocazione, quanto un rischio che il nostro territorio corre concretamente se non metterà in campo politiche precise di scambio con queste aree, "fondate su una vera rete intermodale fatta di più porti e interporti".

Ma, allora quali strategie sono mancate e quali andrebbero poste in essere?
A questa questione ha voluto dare una risposta la mattinata di confronto, che si è tenuta presso la Fondazione Mediterraneo. Il dibattito è stato anche, uno dei momenti, dell'intera giornata che Aiesec ha voluto organizzare per sensibilizzare i giovani studenti alla multiculturalità e alla cooperazione. E proprio i giovani sono la prima importante risorsa da rilanciare, secondo il presidente della Fondazione Mediterraneo, Michele Capasso, che rilancia la proposta della Fondazione di una futureria, un organismo capace di convogliare le migliori idee sul territorio.

Non solo, il presidente richiama tutti gli attori sul territorio ad "una grande coalizione per iniziare ad essere sistema". "Napoli potrebbe essere una delle grandi città, e una delle poche capitali, a poter pensare europeo e respirare Mediterraneo, ma ciò non basta", spiega, "Napoli è una città con una verticalità unica e una storia irripetibile, ma ha un difetto costituzionale, quello di non saper fare squadra". Troppe eccellenze sciolte, dunque, incapaci di costituirsi come massa critica. Ed emblematico è il caso del settore agroalimentare, che pur essendo un eccellenza della regione, non è parte di una strategia di sviluppo più ampia che possa cogliere le opportunità che arrivano dalla sponda Sud del Mediterraneo.

"Ciò richiede la nostra capacità di comprendere", sostiene Gian Paolo Cesaretti, presidente della Fondazione Simone Cesaretti, "che non possiamo giocare sulla competitività di prezzo, ma riposizionare tutto il sistema dell'agroalimentare su strategie basate sulla qualità".

Una partita, quella della qualità alimentare, che, continua, "non può essere giocata in solitaria perché poggia sulla capacità di tutto il sistema", dal turismo, alla tutela ambientale, passando attraverso la rete delle imprese "di saper fare squadra". L'agroalimentare, quindi "va riposizionato all'interno di un sistema produttivo campano più ampio". Un passo che la Fondazione aveva tentato lanciando il progetto di un Polo agroalimentare, che però è finito "nel dimenticatoio dei cassetti di qualche ufficio della Regione".

Anche l'ex onorevole e presidente di Europa Mediterranea Claudio Azzolini invoca una più attenta politica regionale, ma soprattutto europea. "C'è" sostiene, "una sorta di latitanza sul tema EuroMediterraneo, quindi," auspica che "i futuri parlamentari europei siano realmente cinghia di trasmissione tra la realtà di cui sono espressione e il contesto in cui vanno ad operare", mentre alla Regione la mission "di fare tutto il possibile: gli Enti locali, secondo il principio di sussidiarietà, devono fare la loro parte senza attendere finanziamenti da altri, a meno che non dimostrino le capacità per riceverne".

In conclusione Attilio Montefusco, presidente di Promos, ha invitato i giovani a "muoversi verso l'estero, imparare le buone pratiche, e riportarle sul territorio". Questo, anche l'obiettivo primo di Aiesec Napoli Parthenope, che, ricorda la presidente Angela Plasciano "promuove gli scambi tra gli studenti, offrendo loro anche una possibilità di lavoro concreto sul territorio, consentendo, così un beneficio in termini di know how anche alle imprese sul nostro territorio".


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