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Questione meridionale, servono nuove analisi

di Angelo Scognamiglio*, Il Denaro

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Parliamo di questione meridionale: la sequenza di fallimenti degli interventi pubblici a favore dell'economia del Mezzogiorno nell'arco di mezzo secolo, nonostante la grande attenzione teorica al problema, il grande impegno politico profuso e i massicci investimenti realizzati, merita un nuovo approccio di analisi. Ed esso è tale se è capace di rivedere, alla luce di una diversa e più generale visione, le due tradizionali strategie:

  • quella, già praticata, data del massiccio trasferimento di risorse dal Nord al Sud (una sorta di compensazione per i precedenti trasferimenti di segno opposto avvenuta con l'unità d'Italia);
  • e quella, ancora in discussione, della rottura dell'unità amministrativa statale, con l'introduzione del federalismo mediante l'affermazione delle autonomie locali.

Ecco perché devono partire le indicazioni di una terza strategia che possa, finalmente, eliminare l'inaccettabile divergenza tra due economie di territori dello stesso stato nazionale.
Ma una rinnovata progettualità per risolvere la questione meridionale, deve preliminarmente fissare i termini delle cause che l'hanno determinata. Innanzitutto, il ruolo decisivo della presenza devastante della criminalità. Una forma di criminalità, tanto per intenderci, la cui forza deriva dalla capacità di garantirsi un ininterrotto ricambio intergenerazionale nonostante gli eccezionali interventi delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, i continui endemici ammazzamenti e il diffuso pentitismo. Essa è la causa-premessa di tutte le diverse cause del ritardo dell'economia meridionale.

Tuttavia per semplificare il discorso, facciamo una forzatura tramutando la causa in effetto, supponendo che la soluzione della questione meridionale sia di per sé sufficiente a eliminare questa piaga che distrugge la convivenza civile di un popolo.

La persistente presenza della trappola della povertà, poi, rappresenta l'antefatto economico della questione meridionale la cui disattenzione nel passato è stata decisiva per la mancata ripresa del Sud. Infatti se un contesto economico si presenta talmente inconsistente e precario non basta una generica politica di finanziamenti per assicurarne un avvio di sviluppo.

La particolare morfologia delle popolazioni del Meridione, infine, è la causa sociale che appalesa la specifica gravità della crisi. Tale morfologia può essere sinteticamente rappresentata dalla presenza delle tre seguenti fasce: una prima consistente fascia di anziani che non possiede adeguati mezzi di sussistenza e che necessita oltre che di un sussidio monetario di una serie di servizi (abitazioni con i connessi servizi, sanità, trasporti e svago); una seconda e altrettanto consistente fascia di giovani acculturati (diplomati, laureati e specializzati) che cerca un'occupazione adeguata al livello di preparazione; una terza fascia, di imprenditori, commercianti, dirigenti e professionisti, che risulta inserita nel tessuto produttivo locale e, in parte, anche proiettatoa in un contesto nazionale e, soprattutto, estero ma che, comunque, non è in grado di svolgere un'azione trainante per lo sviluppo dell'intero territorio. E ciò non per singole incapacità ma per la debolezza del relativo sistema economico.

Dei bisogni della prima fascia deve farsi carico direttamente lo stato unitamente a organizzazioni private opportunamente finanziate. La terza fascia rappresenta il nucleo operativo su cui l'intervento pubblico deve intervenire per potenziarla e allargarla onde avviare lo sviluppo economico del Meridione – sviluppo capace, a sua volta, di avvalersi e, quindi, di assorbire le risorse disoccupate di cui alla seconda fascia.


*Presidente Associazione Spazi Nuovi

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