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Il Denaro
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Nicola Salzano De Luna, presidente del gruppo Terziario avanzato di Confindustria Campania, traccia un bilancio dell'attività dei Centri regionali di competenza.
Presidente, con i Centri di Competenza c'è stata negli ultimi anni più collaborazione fra ricerca e imprese. Qual è la sua opinione a riguardo?
E' vero, i rapporti Università-imprese sono sempre più stretti e l'impulso dei Centri di competenza è stato molto importante.
Qual è la sua esperienza?
Presiedo da un anno e mezzo il Terziario avanzato di Confindustria Campania, raggruppamento che abbiamo rinominato, facendo riferimento a Confindustria nazionale, dei 'servizi innovativi e tecnologici', e che comprende dall'ingegneria alla consulenza, all'informatica e all'Ict. Il rapporto di collaborazione è iniziato prima con l'assessore Teresa Armato e poi con il professore Nicola Mazzocca che è subentrato nell'incarico. Ora stiamo collaborando ai 'grandi progetti di ricerca', previsti nel Por 2007-2013.
In che modo?
Abbiamo avviato tavoli di lavoro per aree tematiche, e abbiamo numerosi rapporti con i vari Centri di competenza. Io in particolare presiedo l'area energia e ambiente.
Quali sono stati i risultati?
Abbiamo avuto una buona collaborazione e un ottimo scambio di informazioni soprattutto con Amra, il centro di competenza a noi più vicino per materia trattata, quella ambientale appunto. Abbiamo avuto grandi contributi rispetto alle nostre aspettative, e dunque l'esperienza di raccordo tra impresa e ricerca è positiva.
E' possibile tracciare un bilancio dell'attività dei Centri di competenza fino a questo momento?
Posso riferirmi soprattutto ad Amra, per i motivi che ho spiegato prima. Il presidente del Centro, Paolo Gasparini, e l'aministratore delegato Igino Della Volpe sono stati sempre al nostro fianco nel predisporre questo grande progetto di ricerca nel settore energia e ambiente che sarà presentato a breve all'assessore Mazzocca.
Perché questa collaborazione ha funzionato?
I risultati sono stati estremamente positivi perché Amra è un centro di competenza già organizzato e strutturato. Sappiamo che è lì a Bagnoli, praticamente nel Polo delle tecnologie della Facoltà di ingegneria, che è una realtà che ormai è sul mercato e risponde bene alle esigenze del mondo imprenditoriale. Sappiamo cioè che per ogni richiesta c'è sempre una risposta. C'è poi un altro elemento che mi piace evidenziare.
Quale?
Le ricerche realizzate con fondi comunitari possono essere cofinanziate in alcuni casi fino al 100 per cento, ma generalmente c'è sempre una quota messa dagli imprenditori. Sono testimone del fatto che alcuni gruppi industriali si sono rivolti ad Amra dichiarandosi esplicitamente favorevoli a partecipare finanziariamente ai progetti. Si pensa spesso che la ricerca si fa solo perché è agevolata. Non è sempre così.
Lei ha citato un esempio di Centro di competenza che funziona bene. Ora per tali strutture si apre una seconda fase di sviluppo e c'è chi sottolinea, in questo settore, la necessità di finanziamenti sempre più mirati con l'obiettivo di fermare una spesa che talvolta rischia di essere indiscriminata e rivelarsi improduttiva. Qual è il suo parere?
Sugli altri centri di competenza, non avendo avuto esperienze dirette, non posso pronunciarmi. Sono valutazioni che spettano ad altri. Posso dire però che le cose necessarie e le strutture che funzionano bene, che creano quel legame e quel raccordo tra ricerca e imprese per il quale sono nate, hanno ragione di continuare ad esistere e vannno aiutate anche finanziariamente. Nei casi in cui il risultato invece non è stato positivo bisogna fare un momento di serena verifica, soprattutto in questo momento di crisi che rende necessario utilizzare bene le risorse.
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