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Savona va altre il turismo, più ricerca per lo sviluppo

di Jada G. Ferrero - Il Sole 24 Ore (Nord-Est)
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.

Cosa può fare la comunità savonese per trattenere i giovani affinché, senza emigrare, incontrino in loco opportunità per un lavoro soddisfacente, una carriera appagante? In sostanza, su quali filoni investire per ridare slancio all'economia locale? Super- domande per cui tenta possibili chiavi di risposta una ricerca commissionata all'Università di Genova dall'Unione industriali di Savona e presentata ieri in occasione dell'Assemblea annuale dell'associazione.

L'Uisv, a cui aderiscono attualmente 340 aziende (13 mila dipendenti), ha voluto così «dare un contributo di conoscenza alla collettività – è la sintesi del presidente Marco Macciò, al vertice dell'Infineum (big degli additivi per oli lubrificanti) di Vado – in un momento in cui una gelata straordinaria sta ricoprendo con una spessa coltre di brina l'economia mondiale». La ricerca, sulla percezione del sapere scientifico e dell'industria nel Savonese, indica inequivocabilmente, secondo il direttore dell'Uisv Luciano Pasquale, «che o il territorio si decide ad affrontare scelte con forte unità di intenti, o è il declino ».

Lo studio, utile spunto di riflessione per i decisori pubblici, che invero dal popolo intervistato sono " vissuti maluccio", è stato elaborato da un'equipe della facoltà di Scienze della formazione con il coordinamento scientifico di Mauro Palumbo, docente di sociologia. Un'indagine durata oltre un anno, per conoscere meglio i 285mila abitanti del Savonese, come si relazionano con la tecnologia, l'impresa (28.600 le aziende d'area), la politica e la pubblica amministrazione. La figura dell'imprenditore in termini di fiducia si piazza appena dopo il sindaco e il parroco, a molte lunghezze da esponenti di partiti e sindacalisti. Sotto la lente, desideri, ambizioni, pregiudizi, vanti o motivi di sfiducia rispetto al territorio, alle modalità, attuali o potenziali, attraverso cui questo genera reddito, le possibili leve di sviluppo. Una serie di interviste a testimoni locali qualificati ha permesso di mettere preliminarmente a fuoco i nodi dello scenario savonese, ed elaborare specifici questionari, poi sottoposti a 900 intervistati fra i 19 e i 65 anni, "attinti" fra Savona, Val Bormida, Finalese e Albenganese, da 33 dei 69 Comuni della provincia.

Gli esiti, integrati da dati congiunturali e analisi della rassegna stampa locale, incrociati fra loro, hanno fornito un articolato ritratto. Emerge l'immagine di una popolazione tutto sommato agiata, sempre più vecchia, pochissimo feconda (la natalità è addirittura una delle più basse a livello mon-diale), impegnata nel volontariato e in una cerchia di interessi ristretta, spesso adagiata su posizioni di rendita, poco propensa a intraprendere. Che ha un'immagine dell'industria sorpassata: uno stabilimento ottocentesco, inquinante, in qualche modo da " sopportare", nulla cui ambire.

Sul piano economico, fra le fonti di reddito si impongono porto e turismo, con la percezione di quest'ultimo connessa non solo alla creazione di posti di lavoro ( benché stagionali e precari, però efficacemente integrativi), ma anche al business commerciale e soprattutto immobiliare. Non a caso la riviera delle Palme è saldamente al primo posto in Italia per concentrazione di seconde case. Così, «questa visibilità degli effetti economici del turismo – rilevano i ricercatori – fa sì che sia percepito da molti come fonte di reddito superiore all'industria», una convinzione smentita dall'abc dell'economia. Il savonese medio, però, assegna rilevante peso a scuola, università, ricerca: «E forse questa – indica lo studio dell'Univesrità di Genova – potrebbe essere la chiave di lettura, magari di svolta, per coniugare la propensione al bel vivere con la necessità di innovare la struttura produttiva».

Il presidente Marco Macciò, tracciando un bilancio del 2008 –«l'industria savonese chiuderà l'anno con risultati ancora accettabili » – ha invitato a stringere le fila: «La priorità assoluta – ha chiarito – sono gli investimenti, privati e pubblici». Le scommesse: il terminal portuale di Vado (cantieri attesi nel 2009); il trasloco di Piaggio aero industries da Finale, col recupero delle aree qui dismesse, a Villanova d'Albenga,dove si punta alla privatizzazione dell'aeroporto. «Tutti progetti – continua Macciò – attivabili nel primo semestre del 2009 con un investimento di oltre 600 milioni spendibili nei tre anni medi di realizzazione ». Le opportunità: la nautica, il campus universitario, la proposta di Tirreno power per il potenziamento della centrale termoelettrica. La mamma di tutte le sfide è però l'accordo di programma per la Val Bormida, con la soluzione del caso Ferrania.

www.uisv.it Il sito dell'Unione industriali di Savona


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