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Sfruttare i talenti per non essere frenati dalla storia
di Giuseppe Mussari, Il Sole 24 Ore
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
La via da percorrere per il rilancio della regione passa da quelli che potremo definire "talenti strutturali": la governance, l'ambiente, il turismo, il sistema bancario, il fattore umano.
In Toscana l'opera dell'uomo è fortemente connessa con la qualità dell'ambiente: senza quell'opera oggi non potremmo godere di tanta qualità. È un prezioso equilibrio che senza una dimensione dinamica che abbia l'uomo al centro dell'evoluzione, rischia di essere conservazione al servizio di pochi eletti. Sbaglia chi sostiene che trasformare vuol dire rovinare, e che il nostro unico compito è mantenere l'esistente.
Occorre sconfiggere, in primo luogo sul piano culturale, il pensiero negativo di chi vede l'uomo capace solo di distruggere, negando allo stesso ogni forma di genialità. Se si dovesse operare esclusivamente con il fine di conservare, evitando di innovare e di mettersi in competizione, se non si dovesse percorrere il sentiero dello sviluppo virtuoso che, rispettoso l'ambiente, sia al contempo capace di guardare al futuro, i cittadini toscani rischierebbero di rinunciare alla possibilità di lavorare, di produrre reddito, di rimanere nella loro terra. Ogni rendita di posizione, in tal senso, deve considerarsi definitivamente esaurita. Antichi primati sono in discussione, a chi dovesse rifiutarsi di competere, non resterebbe che gestire il declino.
Il turismo è potenzialmente la maggiore impresa della regione, ma necessita di interventi che non possono non coinvolgere il sistema territorio patrimonio artistico. La Toscana, anche in questo campo, ha bisogno di attrarre capitali, misurando preventivamente la qualità dell'intervento, garantendo nel contempo tempi certi di realizzazione. Non è cosa questa che possa affidarsi alle normali procedure. La fase che viviamo richiede ritmi e tempi non ordinari, diversamente non saremo in grado di cogliere opportunità che altri, nostri competitori, sono già in grado di cogliere.
Un altro "talento" della Toscana è il suo diffuso sistema bancario, in cui spicca il nucleo storico del terzo gruppo italiano. La presenza del Monte dei Paschi di Siena significa avere grandi potenzialità, altrettante responsabilità, e un enorme vantaggio competitivo. Responsabilità e potenzialità, in quanto il Monte è un soggetto capace di risolvere problemi complessi. Si deve, però, da parte dei suoi interlocutori, accettare che i parametri di ogni soluzione siano dettati da una visione chiara ed equilibrata di mercato, e ciò sia per non snaturare il senso dell'azienda, che per costruire realmente il futuro su basi non effimere. Vincerà la contesa chi avrà la forza di pensieri lunghi, e sarà, nel contempo, capace di affrontare le contraddizioni dolorose dell'immediato presente.
Il terzo e il quarto talento sono rappresentati dalla qualità della formazione in Toscana e dalla presenza di un diffuso settore manifatturiero. Per troppo tempo si è ragionato delle distanze tra i luoghi dove si forma il sapere e i luoghi dove si produce ricchezza. Si è iniziato a ridurre tali distanze, Toscana Life Sciences, né un esempio, non l'unico. La trasformazione tecnologica e merceologica del nostro sistema produttivo è l'unica misura utile per mantenere e aumentare una forza manifatturiera che sarebbe illusorio pensare di sostituire con i servizi. Questa trasformazione deve contenere necessariamente un altissimo tasso di innovazione, che sta nelle capacità delle università toscane. Estrarre valore, immaginare, ad esempio, la Toscana come nuova casa per l'ideazione e la produzione di tutto ciò che ruota intorno alle energie alternative, può essere un progetto su cui fare decollare il cambiamento del peso qualitativo e quantitativo dell'industria.
Alla Toscana non mancano i talenti. La regione, però, dovrà trovare la forza per consegnare un grande futuro a chi oggi ha diciotto anni, e non rimanere staticamente a osservare, con malcelato compiacimento, il suo straordinario passato.
L'autore è presidente del Monte dei Paschi di Siena
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