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Solidarietà Nord-Sud inderogabile

Il Sole 24 Ore (Sezione Politica e società)
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


La «solidarietà del Nord verso il Sud è un «dovere inderogabile » sancito dalla Costituzione. Un principio di cui, «nonostante tutte le propagande talvolta devianti e mistificatrici » che sostengono il contrario, c'è invece consapevolezza in tutto il Paese. Giorgio Napolitano ne è convinto. Il Capo dello Stato, in occasione della sua visita in Calabria, rilancia la necessità di «rafforzare» l'unità nazionale. Lo fa chiedendo al Nord il sostegno verso la parte più debole del Paese ma anche invitando il Mezzogiorno a fare la sua parte, «mostrandosi capace di rinno-vare se stesso, il suo tessuto democratico, la sua vita amministrativa », reagendo «alle minacce e ai ricatti della criminalità organizzata».

Un richiamo come al solito non casuale, che esprime il dissenso del Colle per quella guerra tra Nord e Sud sempre più alla ribalta della cronaca politica. Lo confermano il mancato voto della Lega sul Dl anticrisi e la rivolta dei sindaci del Nord promossa dal Carroccio contro il patto di stabilità interno, così come l'uscita dall'aula dell'Mpa del governatore siciliano Raffaele Lombardo e l'appello di una settantina di parlamentari meridionali del Pdl al premier perché sia dedicata maggiore attenzione al Sud.

Ma lo scontro tra sudisti e nordisti non è l'unico.Tra Ane Fi c'è ancora tensione sulla costruzione del partito unitario. Oggi Silvio Berlusconi sarà ospite a pranzo di Gianfranco Fini. Un faccia a faccia che mancava da tempo e che servirà ad appianare le divergenze emerse in questi giorni tra il presidente della Camera e il premier. Segnali di disgelo Berlusconi li aveva già inviati mercoledì sottolineando il ruolo «super partes» di Fini, ribadito ieri anche dal portavoce del premier, Paolo Bonaiuti e dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. Berlusconi, prima di sentirsi con Fini per l'appuntamento di oggi, ha avuto un colloquio con il reggente di An Ignazio La Russa. Si è parlato della giunta abruzzese ma anche delle questioni ancora irrisolte del nascente Pdl. L'idea di un partito tutto concentrato sulla figura del leader, com'è Fi, senza che siano definiti i luoghi di decisione e le modalità di selezione della classe dirigente per An è inaccettabile. «Non ci interessa un'operazione di marketing », ha sentenziato Andrea Ronchi, uomo vicinissimo al presidente della Camera. Ed è infatti anche il pensiero di Fini. Nessuno (per ora) mette in discussione la realizzazione del Pdl. An si sta muovendo per organizzare i congressi provinciali in vista di quello nazionale, che si terrà una decina di giorni prima di quello del Pdl e che determinerà lo scioglimento del partito. Ma lo spettro che possa ripetersi quanto sta avvenendo nel Pd c'è, e gli aennini lo sottolineano con enfasi. Berlusconi oggi certamente rassicurerà Fini. Ma il ruolo di presidente della Camera assunto dal leader di An rende difficile investirlo di responsabilità dirette nel Pdl: i timori di Via della Scrofa nascono anche da qui.
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