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Sud, il federalismo una sfida vincente

di Danila Liguori, Il Denaro

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.


Una nuova classe politica meridionale "che gestisca in maniera più efficiente la spesa pubblica"; l'ipotesi del federalismo fiscale come "sfida vincente dei prossimi anni"; il rafforzamento degli ammortizzatori sociali e la valorizzazione delle risorse del nostro territorio "in chiave produttiva, in modo particolare del turismo". Sono solo alcune ricette emerse durante il dibattito "La democrazia, la politica: Nord e Sud nel tempo della crisi", organizzato dal Denaro in collaborazione con l'associazione "Napoli capitale europea".


Nord e Sud a confronto in tempi di crisi. Come reagiscono le due facce dell'Italia? Ma soprattutto: qual è il ruolo della politica? Se ne è discusso al Denaro, durante l'incontro "La democrazia, la politica: Nord e Sud nel tempo della crisi".

Alle classi dirigenti meridionali è da attribuire, secondo il filosofo Biagio De Giovanni, "la responsabilità di aver trascinato sempre più a fondo il Mezzogiorno, dissipando e mal distribuendo la spesa pubblica. Il vero problema del Sud - spiega ancora De Giovanni - è quello di aver avuto una classe politica dirigente che lo ha praticamente escluso dall'agenda politica". Inoltre, secondo De Giovanni, al Sud e in Campania ci troviamo in presenza di un territorio in cui "manca un efficiente e reale progetto urbanistico da almeno quindici anni".

Ripartire dunque da una nuova classe politica meridionale è utile, soprattutto "se lo si fa lavorando in maniera approfondita anche sul sistema delle Università, che rapresentano un tassello molto importante sul nostro territorio".

L'ipotesi del federalismo fiscale come "sfida vincente dei prossimi anni", è stata invece lanciata dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che sottolinea come il federalismo sia "il terreno più fertile per lavorare sulle differenze che dividono il Nord e il Sud; quello che ora occorre fare – spiega Chiamparino – è creare quelle condizioni base che possano portarci in maniera efficace verso la soluzione federale". Una tra queste, secondo il sindaco di Torino, potrebbe essere quella di "provvedere allo scioglimento delle cinque Regioni a statuto speciale". I ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione hanno ancora contribuito "a danneggiare le Pmi del Mezzogiorno, anche se – conclude Chiamparino – le maggiori inefficienze si annidano nei ministeri centrali". Presente all'incontro anche Luigi Covatta, ex parlamentare e sottosegretario, il quale ritiene che il punto di maggiore gap tra Nord e Sud, soprattutto in tempi di crisi, sia il problema delle infrastrutture.

"Al Sud – spiega Covatta – avremmo bisogno di dotarci di un sistema sicuramente più adeguato". L'ex parlamentare punta inoltre al rafforzamento degli ammortizzatori sociali poiché, spiega, "il Governo ne ha davvero bisogno". "Valorizzare le risorse del nostro territorio in chiave produttiva" è invece il modo in cui il Sud dovrebbe affrontare questo momento di crisi secondo l'ex parlamentare Franco Iacono, intervenuto al dibattito. "Quello che noi dovremmo fare – spiega infatti Iacono – consiste innanzitutto nel valorizzare al meglio le risorse che il nostro territorio ci offre, puntando quindi molto sul turismo. Solo in questo modo potremo fare del Sud un'area sviluppata e al pari degli altri Paesi, e dello stesso Nord del Paese".

Altro punto nodale per il rilancio del Sud consisterebbe, secondo Iacono, "nell'utilizzo corretto del credito. Quello che intendo dire – chiarisce l'ex parlamentare – è che oggi le banche non hanno un rapporto corretto con le nostre Pmi, e con i cittadini in genere. Non dimentichiamo, ad esempio, che il Banco di Napoli è scomparso senza che nessuno provasse a protestare in maniera seria, come se nessuno se ne fosse accorto".
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